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Il DISCORSO INDIRETTO in Italiano: gli Errori che Tutti Commettono

    Hai mai provato a riportare le parole di qualcun altro e non sapevi quale tempo verbale usare? Non eri sicuro se servisse il congiuntivo o l’indicativo? Il discorso indiretto è uno degli argomenti più insidiosi della grammatica italiana e anche gli studenti avanzati commettono errori. In questo articolo scoprirai come riportare correttamente quello che qualcuno ha detto, ha chiesto o ha ordinato.

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    5 Errori da Evitare con il Discorso Indiretto

    Errore 1: Usare il Tempo Sbagliato per Riportare Notizie (al Passato)

    Partiamo dalle basi. Che cos’è il discorso indiretto? In pratica, è quando riporti le parole di qualcun altro senza citarle direttamente, cioè senza usare le virgolette. Per esempio:

    Discorso diretto: «Marco dice: “Ho fame.”»
    Discorso indiretto: «Marco dice che ha fame.»

    Come puoi notare, abbiamo tolto le virgolette e abbiamo aggiunto che. Fin qui semplice. Il problema nasce quando il verbo introduttore – cioè il verbo che introduce le parole dell’altra persona – è al passato. Molti studenti fanno così:

    • «Marco ha detto che ha fame
    • «Marco ha detto che aveva fame

    Perché è sbagliato il primo? Perché quando il verbo introduttore è al passato (ha detto, disse, diceva…), bisogna fare la cosiddetta «trasformazione dei tempi». È come se tutto «scivolasse indietro nel tempo»: il presente diventa imperfetto, il passato prossimo diventa trapassato prossimo, e così via.

    Tabella: Trasformazione dei Tempi Verbali

    Discorso DirettoD. Indiretto (verbo al presente)D. Indiretto (verbo al passato)
    Presente
    «Studio italiano.»
    «Dice che studia italiano.»Imperfetto
    «Ha detto che studiava italiano.»
    Passato prossimo
    «Ho studiato.»
    «Dice che ha studiato.»Trapassato prossimo
    «Ha detto che aveva studiato
    Futuro semplice
    «Studierò domani.»
    «Dice che studierà domani.»Condizionale passato
    «Ha detto che avrebbe studiato il giorno dopo.»
    Futuro anteriore
    «Avrò finito per le 3.»
    «Dice che avrà finito per le 3.»Condizionale passato
    «Ha detto che avrebbe finito per le 3.»
    Imperfetto
    «Studiavo ogni sera.»
    «Dice che studiava ogni sera.»Imperfetto (non cambia!)
    «Ha detto che studiava ogni sera.»
    Condizionale presente
    «Studierei di più.»
    «Dice che studierebbe di più.»Condizionale passato
    «Ha detto che avrebbe studiato di più.»
    Congiuntivo presente
    «Credo che studi.»
    «Dice che crede che studi.»Congiuntivo imperfetto
    «Ha detto che credeva che studiasse
    Congiuntivo passato
    «Credo che abbia studiato.»
    «Dice che crede che abbia studiato.»Congiuntivo trapassato
    «Ha detto che credeva che avesse studiato

    Nota una cosa molto importante: l’imperfetto è l’unico tempo che non cambia. Resta uguale sia con il verbo introduttore al presente sia al passato. È una delle poche eccezioni che semplificano le cose.

    E nota anche un’altra cosa fondamentale: quando il verbo introduttore è al presente (dice che, racconta che…), non devi fare nessuna trasformazione dei tempi. La trasformazione si applica solo quando il verbo è al passato.

    Curiosità sull’Italiano Parlato

    Nell’italiano parlato, soprattutto nel linguaggio informale, molti italiani non rispettano sempre queste regole. Capita spesso di sentire «Ha detto che viene domani» al posto di «Ha detto che sarebbe venuto il giorno dopo.» Tuttavia, se vuoi parlare un italiano corretto, è consigliabile seguire la tabella.

    Errore 2: Non Usare DI + Infinito

    Un altro errore frequente riguarda la struttura della frase. Osserva queste due versioni di «Marco dice: “Vado al cinema.”»:

    • «Marco dice che lui va al cinema.» — grammaticalmente corretto, ma pesante
    • «Marco dice di andare al cinema.» — molto più naturale!

    Quando il soggetto della frase principale è lo stesso della frase secondaria, in italiano si preferisce usare la struttura DI + infinito. Il motivo è che suona molto più naturale e meno ripetitivo. Anziché dire «Marco dice che lui va al cinema» ripetendo il soggetto, è più elegante e scorrevole dire «Marco dice di andare al cinema».

    Tabella: CHE + Indicativo vs DI + Infinito

    Soggetto diverso → CHE + verbo coniugatoStesso soggetto → DI + infinito
    «Marco dice che Maria va al cinema.»«Marco dice di andare al cinema.»
    «Luca ha detto che Giulia era stanca.»«Luca ha detto di essere stanco.»
    «Anna dice che Paolo ha ragione.»«Anna dice di avere ragione.»
    «Il prof ha detto che gli studenti devono studiare.»«Il prof ha detto di dover studiare.» (ambiguo!)

    Osserva l’ultimo esempio: «Il prof ha detto di dover studiare» è un po’ ambiguo, perché potrebbe sembrare che sia il professore a dover studiare. In casi come questo, dove il significato potrebbe non essere chiaro, è meglio usare la forma completa con CHE: «Il prof ha detto che gli studenti devono studiare.»

    Attenzione: Infinito Presente e Passato

    Quando usi DI + infinito con il verbo introduttore al passato, l’infinito può essere presente o passato. Se l’azione riportata è anteriore rispetto al momento in cui è stata detta, usa l’infinito passato: «Marco ha detto di aver studiato tutta la notte.»

    Curiosità sull’Uso di DI + Infinito

    In realtà, l’uso di DI + infinito non è obbligatorio, ma è fortemente preferito dai madrelingua. Se dici «Marco dice che lui va al cinema», gli italiani ti capiranno, ma la frase risulterà poco naturale.

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    Errore 3: Dimenticare il Congiuntivo per Riportare Domande

    Questo è un errore molto diffuso, comune anche tra i madrelingua. Quando riporti una domanda in modo indiretto, è necessario usare il congiuntivo. Vediamo perché:

    Domanda diretta: «Vieni alla festa?»

    • «Mi ha chiesto se vengo alla festa.»
    • «Mi ha chiesto se venissi alla festa.»

    Dopo espressioni come chiede se / ha chiesto se / voleva sapere se, il verbo che segue deve essere al congiuntivo (quando il verbo introduttore è al passato). Questo vale sia per le domande con risposta sì/no, sia per le domande aperte con parole interrogative come dove, quando, come, perché, eccetera.

    Un’altra cosa importante da ricordare: nel passaggio dal discorso diretto a quello indiretto, il punto interrogativo sparisce, perché non stai più facendo una domanda, ma stai riferendo che qualcuno ha fatto una domanda.

    Tabella: Come Riportare le Domande

    Domanda direttaVerbo al presenteVerbo al passato
    «Parli italiano?»«Chiede se parlo italiano.»«Ha chiesto se parlassi italiano.»
    «Sei andato al cinema?»«Chiede se sono andato al cinema.»«Ha chiesto se fossi andato al cinema.»
    «Dove abiti?»«Chiede dove abito.»«Ha chiesto dove abitassi
    «Quando arriverai?»«Chiede quando arriverò.»«Ha chiesto quando sarei arrivato/a
    «Che cosa hai fatto?»«Chiede che cosa ho fatto.»«Ha chiesto che cosa avessi fatto

    Come vedi, le parole interrogative (dove, quando, che cosa…) si mantengono anche nel discorso indiretto. L’unica differenza è che le domande con risposta sì/no vengono introdotte dalla parola SE: «Vieni alla festa?»«Ha chiesto se venissi alla festa.»

    Nota anche che, come per l’Errore 1, quando il verbo introduttore è al presente (chiede se…), non c’è bisogno del congiuntivo: si usa normalmente l’indicativo. Il congiuntivo entra in gioco quando il verbo è al passato (ha chiesto se…).

    Hai notato la quarta riga della tabella? «Quando arriverai» non diventa congiuntivo, ma condizionale passato (sarei arrivato). Questo perché il futuro segue sempre la stessa regola che abbiamo visto nell’Errore 1: futuro → condizionale passato, sia nelle affermazioni sia nelle domande.

    Curiosità sull’Italiano Informale

    Nella lingua parlata informale, molti italiani usano l’indicativo anche dopo «ha chiesto se». Capita spesso di sentire «Mi ha chiesto se venivo». Non è scorretto in senso assoluto, ma il congiuntivo resta la forma più corretta e adatta a un registro curato.

    Errore 4: Non Usare il Congiuntivo per Riportare Ordini

    Come si riportano gli ordini o le richieste in modo indiretto? Anche in questo caso entra in gioco il congiuntivo.

    Ordine diretto: «Studia di più!»

    • «Il professore ha detto che studio di più.»
    • «Il professore ha detto che io studi di più.»; «Il professore mi ha detto di studiare di più.»

    Come puoi notare, per riportare ordini, richieste o consigli hai due possibilità: puoi usare CHE + congiuntivo oppure DI + infinito. Entrambe le forme sono corrette, ma hanno usi leggermente diversi.

    Tabella: Come Riportare Ordini e Richieste

    Ordine direttoCHE + congiuntivoDI + infinito
    «Studia di più!»«Ha detto che io studiassi di più.»«Mi ha detto di studiare di più.»
    «Non fumare!»«Ha detto che io non fumassi«Mi ha detto di non fumare
    «Venite subito!»«Ha detto che noi andassimo subito.»«Ci ha detto di andare subito.»
    «Sii gentile!»«Ha detto che io fossi gentile.»«Mi ha detto di essere gentile.»

    Nota che nella terza riga «venite» è diventato «andassimo» / «andare». Nel discorso indiretto, anche i verbi di movimento cambiano prospettiva: venire (verso chi parla) diventa andare (lontano da chi parla), proprio come «qui» diventa «lì». Si tratta di un cambiamento di punto di vista.

    DI + Infinito vs CHE + Congiuntivo nella Vita Quotidiana

    Nella vita di tutti i giorni, la forma con DI + infinito è di gran lunga la più usata perché è più semplice e diretta. La forma con CHE + congiuntivo è più formale e la troverai soprattutto nella lingua scritta o in contesti ufficiali. È comunque importante conoscerle entrambe per scegliere quella giusta a seconda della situazione.

    Attenzione alla Negazione

    Con la negazione, fai molta attenzione all’ordine delle parole. Il «non» va dopo «di» e prima dell’infinito: «Mi ha detto di non fumare L’errore tipico è dire «Mi ha detto non di fumare», che in italiano suona completamente sbagliato.

    Errore 5: Non Fare le Altre Trasformazioni

    A questo punto hai imparato a cambiare i tempi verbali, a usare DI + infinito, il congiuntivo per domande e ordini… ma manca ancora un pezzo importante.

    Nel discorso indiretto non cambiano solo i verbi: cambiano anche i pronomi, gli aggettivi possessivi, i dimostrativi e le espressioni di tempo e di luogo. Molti studenti si concentrano solo sui verbi e dimenticano tutto il resto, ma se non fai anche queste trasformazioni, la frase risulterà confusa o addirittura senza senso.

    Tabella: Trasformazioni di Pronomi e Possessivi

    Discorso DirettoDiscorso Indiretto
    iolui / lei
    tuio (se parla a me) / lui / lei
    noiloro
    mio / mia / miei / miesuo / sua / suoi / sue
    nostro / nostraloro

    La logica è semplice: se Marco dice «Io ho fame» e tu lo riporti, non puoi dire «Marco ha detto che io ho fame», perché «io» saresti tu. Devi dire «Marco ha detto che lui aveva fame.»

    Tabella: Trasformazioni di Dimostrativi e Avverbi

    Discorso DirettoDiscorso Indiretto
    questo / questaquello / quella
    questi / questequelli / quelle
    qui / qualì / là

    Anche qui la logica è chiara: «questo» indica qualcosa di vicino a chi parla. Ma quando riporti le parole, tu non sei nello stesso posto, quindi «questo» diventa «quello», e «qui» diventa «».

    Tabella: Trasformazioni di Espressioni di Tempo

    Discorso DirettoDiscorso Indiretto
    oggiquel giorno
    ieriil giorno prima / il giorno precedente
    domaniil giorno dopo / il giorno seguente / il giorno successivo
    adesso / orain quel momento / allora
    la settimana scorsala settimana prima / la settimana precedente
    la settimana prossimala settimana dopo / la settimana seguente
    fra / tra due giornidue giorni dopo
    due giorni fadue giorni prima

    Lo stesso vale per il tempo: se qualcuno lunedì ti dice «Oggi vado al mare» e tu lo racconti mercoledì, non puoi dire «oggi», perché ormai è mercoledì. Devi dire «quel giorno».

    Esempio Completo con Tutte le Trasformazioni

    Adesso vediamo un esempio completo con tutte le trasformazioni applicate insieme, così vedi come funziona nella pratica:

    • Diretto: «Marco dice: “Oggi io e la mia ragazza andiamo a questo ristorante qui vicino.”»
    • Indiretto: «Marco ha detto che quel giorno lui e la sua ragazza andavano a quel ristorante vicino.»

    Come puoi notare, sono cambiate molte cose:
    Oggi → quel giorno; io → lui; mia → sua; questo → quel; qui → lì; andiamo → andavano.

    Può sembrare tanto, ma con la pratica diventerà naturale.

    Quando NON Fare le Trasformazioni

    Queste trasformazioni si fanno solo quando il contesto è cambiato. Se qualcuno ti dice qualcosa e tu la riporti nello stesso giorno e nello stesso luogo, puoi mantenere «oggi» e «qui». Le trasformazioni diventano necessarie quando il momento o il luogo in cui riporti le parole è diverso da quello originale.

    Tutte queste trasformazioni avvengono quando il verbo introduttore è al passato. Se il verbo è al presente («dice che…»), generalmente non servono cambiamenti.

    Domande Frequenti

    Quando il Verbo Introduttore È al Presente, Devo Fare la Trasformazione dei Tempi?

    No. Quando il verbo introduttore è al presente (dice che, chiede se, racconta che…), non è necessario fare nessuna trasformazione dei tempi. I tempi verbali restano invariati. La trasformazione si applica solo quando il verbo introduttore è al passato (ha detto che, chiese se, raccontava che…).

    Perché l’Imperfetto Non Cambia nel Discorso Indiretto?

    L’imperfetto è l’unico tempo che rimane invariato nel passaggio al discorso indiretto, sia con il verbo introduttore al presente sia al passato. Questo accade perché l’imperfetto indica già un’azione continuata o abituale nel passato, e non ha bisogno di un ulteriore “spostamento all’indietro” nel tempo. È una delle poche semplificazioni della grammatica italiana.

    Posso Usare l’Indicativo al Posto del Congiuntivo Dopo “Ha Chiesto Se”?

    Nell’italiano parlato informale, sì, è molto comune sentire l’indicativo dopo «ha chiesto se» (es. «Mi ha chiesto se venivo»). Tuttavia, la forma grammaticalmente corretta richiede il congiuntivo (es. «Mi ha chiesto se venissi»). Se vuoi parlare un italiano formale e preciso, il congiuntivo è la scelta migliore.

    Qual È la Differenza tra CHE + Congiuntivo e DI + Infinito per Riportare Ordini?

    Entrambe le forme sono corrette, ma hanno registri diversi. La struttura DI + infinito è più usata nella lingua quotidiana ed è più semplice e diretta (es. «Mi ha detto di studiare»). La struttura CHE + congiuntivo è più formale e si trova soprattutto nella lingua scritta o in contesti ufficiali (es. «Ha detto che io studi di più»). Nella maggior parte delle situazioni, DI + infinito è la scelta più naturale.

    “Venire” Diventa Sempre “Andare” nel Discorso Indiretto?

    Sì, nel discorso indiretto i verbi di movimento cambiano prospettiva. «Venire» (verso chi parla) diventa «andare» (lontano da chi parla), così come «qui» diventa «» e «questo» diventa «quello». Questo avviene perché chi riporta le parole si trova in un punto di vista diverso rispetto a chi le ha pronunciate originariamente.

    Le Trasformazioni di Tempo e Luogo Sono Sempre Obbligatorie?

    No. Le trasformazioni di espressioni come «oggi», «domani», «qui» sono necessarie solo quando il contesto è cambiato. Se riporti le parole di qualcuno nello stesso giorno e nello stesso luogo in cui sono state pronunciate, puoi mantenere le espressioni originali. Le trasformazioni diventano obbligatorie quando il momento o il luogo in cui riporti è diverso da quello originale.

    Il discorso indiretto ti ha messo alla prova? La prossima sfida è nell’articolo dedicato al periodo ipotetico!

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    1 commento su “Il DISCORSO INDIRETTO in Italiano: gli Errori che Tutti Commettono”

    1. Ciao Graziana e Rocco, non sono sicuro che sia un errore nel paragrafo “errore 4”. Lì sta: “Il professore ha detto che io studi di più.”. Dovrebbe essere corretta: “Il professore ha detto che io studiassi di più.” Cosa è corretta il congiuntivo presente o imperfetto?
      Cari Saluti Alex

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