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Gli AGGETTIVI italiani: flessione, posizione ed ECCEZIONI!

Quando si usano “bello” e “begli” invece di “bel” e “bei”? Ma soprattutto, sapevi che la posizione dell’aggettivo in italiano può cambiare totalmente il significato della frase? Un vecchio amico non c’entra nulla con un amico vecchio! Insomma, questa lezione è davvero imperdibile: sia se sei un principiante … Sia se sei uno studente avanzato! Quindi dai un’occhiata a questo video per scoprire tutti i segreti degli aggettivi italiani!  🙂

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Gli aggettivi in italiano

L’aggettivo esprime una qualità o una caratteristica del nome a cui si riferisce e concorda con il genere e il numero di quel nome. 

Ma come si formano il femminile e il plurale degli aggettivi? Semplicemente cambiando la desinenza finale del maschile singolare!

Le possibili desinenze degli aggettivi al maschile singolare sono 3:

Masc. Sing. Femm. Sing. Masc. Plu. Femm. Plu.
1° gruppo  -o (caro)  -a (cara)  -i (cari)  -e (care)
2° gruppo  -e (triste)  -e (triste)  -i (tristi)  -i (tristi)
3° gruppo  -a (egoista)  -a (egoista)  -i (egoisti)  -e (egoiste)

 

FORME PARTICOLARI di FEMMINILE e di PLURALE

SINGOLARE PLURALE
MASCHILE FEMMINILE MASCHILE FEMMINILE
-co (antìco – stàtico) ca sia se l’accento è sulla penultima sillaba sia se è sulla terzultima (antìca – stàtica) chi se l’accento è sulla penultima sillaba (antìchi)

ci se l’accento è sulla terzultima sillaba (stàtico)

che in ogni caso
-go (largo) -ga (larga) ghi  (larghi) ghe (larghe)
-scio (liscio) -scia (liscia) -sci (lisci) sce (lisce)
-io i accentata (pìo) ìa (pìa) -ii (pìi) ie (pìe)
io i non accentata (gàio) ia (gàia) -i (gài) ie (gàie)
«bello» prima dei nomi che cominciano per vocale (bell’albero), con s + consonante, z-, gn-, ps- (bello sport, bello psicologo…) o che sono lontani dal nome (il cane è bello)

«bel» prima di tutti gli altri nomi che cominciano per consonante (bel cane)

«bella» (bell’isola, bella spiaggia, bella ragazza, la casa è bella…) «belli» se lontano dal nome (i fiori sono belli, belli questi pantaloni…)

«begli» prima dei nomi che cominciano per vocale (begli alberi), con s + consonante, z-, gn-, ps- (begli sport, begli psicologi…)

«bei» prima di tutti gli altri nomi che cominciano per consonante (bei cani)

«belle» (belle cose, belle isole, belle psicologhe)
rosabluindaco

(il maglione rosa)

rosabluindaco

(la felpa blu)

rosabluindaco

(i pantaloni indaco)

rosabluindaco

(le orchidee rosa)

 

CONCORDANZA DEGLI AGGETTIVI

L’aggettivo concorda sempre con il nome a cui si riferisce. E questa non è una novità.

Ma cosa succede se c’è più di un nome?

1) Se i nomi hanno stesso genere, allora l’aggettivo mantiene quel genere e prende il numero plurale

Esempi:

La rosa e la margherita sono belle 

Il tulipano e il ciclamino sono belli 

2) Invece, se i nomi hanno generi differenti, allora gli aggettivi prendono il numero maschile plurale

Esempi:

Maria e Paolo sono simpatici

La rosa e il tulipano sono belli

 

POSIZIONE DELL’AGGETTIVO

In italiano la posizione dell’aggettivo non è fissa, pertanto esso può trovarsi sia prima sia dopo il nome a cui si riferisce. Tale posizione, però, può far cambiare completamente il significato della frase. 

Per esempio, gli aggettivi che esprimono caratteristiche fisiche come “alto“, “vecchio“, “nuovo” rispettano il loro significato “fisico” quando seguono il nome cui si riferiscono, ma assumono un significato diverso se lo procedono!

Pertanto:

  • un dirigente alto è un uomo alto di statura che svolge una mansione dirigenziale, mentre un alto dirigente è un uomo che ricopre un carica dirigenziale di alto livello;
  • un amico vecchio è un amico di età avanzata, mentre un vecchio amico è un amico che conosco da molto tempo, ma non necessariamente anziano;
  • se compro un’auto nuova significa che compro un’auto non usata, mentre se compro una nuova auto è possibile che mi riferisca al fatto che avevo un’auto e ne ho comprata un’altra, magari anche di seconda mano;
  • un buon insegnante è un insegnante capace, ossia che sa insegnare bene, sa di cosa parla, ma non necessariamente questi sarà anche un insegnante buono, cioè gentile, cordiale ecc.
  • un pover’uomo è un uomo sfortunato, a cui è accaduto qualcosa di spiacevole, mentre un uomo povero è un uomo che non ha soldi

Esempi:

Quel pover’uomo ha perso la moglie (pover’uomo → uomo sfortunato).

Ho dato 5 euro ad un uomo povero (uomo povero → uomo senza soldi).

 

Ci sono, poi, degli aggettivi che vanno sempre dopo il nome. Si tratta di quelli che indicano:

  • nazionalitàla capitale francese
  • appartenenza a una categoriaun pittore impressionista
  • luogo e posizionela mano destra
  • colore, forma, materiauna rosa blu, una tovaglia tonda

Vediamo se hai appreso i contenuti di questa lezione! Prova a fare gli esercizi!

L’aggettivo prende il genere e il numero del nome a cui si riferisce.
Scegli il significato corretto da attribuire all’aggettivo POVERO nella seguente frase: “Ha perso entrambi i genitori, povero fanciullo!”
Volgi la frase “un padre molto premuroso” al femminile:
Seleziona tutte le forme corrette dell’aggettivo LARGO:
Scrivi la forma maschile dell’aggettivo ENTUSIASTA:
Volgi al plurale l’aggettivo ANTICO:
Volgi la frase “il mio miglior amico è intelligente” al femminile:

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