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EGLI vs LUI: Differenze ed Usi

    Vi siete mai chiesti perché in italiano esistono due parole diverse per dire “lui”? Perché a volte leggiamo “egli” nei libri classici e altre volte sentiamo “lui” nelle conversazioni quotidiane? Questo articolo esplorerà in profondità la differenza tra queste due forme, la loro evoluzione storica e, soprattutto, quando usare l’una o l’altra nella comunicazione moderna.

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    Come e Quando Usare EGLI, Storia e Significato

    Cosa Significano “LUI” ed “EGLI”?

    Sia “lui” che “egli” sono pronomi personali di terza persona singolare maschile. In pratica, entrambi significano la stessa cosa: si riferiscono a una persona di sesso maschile di cui stiamo parlando. Per esempio:

    Giuseppe è un bravo studente. Lui studia medicina.
    Giuseppe è un bravo studente. Egli studia medicina.

    Come si può notare, il significato è identico! Ma allora perché esistono due parole diverse per esprimere lo stesso concetto? La risposta ha a che fare con la funzione grammaticale e con l’evoluzione della lingua italiana nel corso dei secoli.

    La Differenza Fondamentale: Funzione di SOGGETTO

    Ecco la prima regola cruciale da comprendere: “egli” può essere usato SOLO come soggetto della frase, mentre “lui” può essere usato sia come soggetto che in altre funzioni grammaticali. Questa è la distinzione più importante tra le due forme.

    Vediamo degli esempi concreti per chiarire meglio:

    Come Soggetto (chi compie l’azione)

    Lui/Egli parla italiano molto bene.
    Lui/Egli è arrivato in ritardo.

    In questi casi, entrambe le forme sono grammaticalmente corrette perché funzionano come soggetto della frase.

    Come Complemento Oggetto

    Ho visto lui ieri sera.
    Ho visto egli ieri sera.
    (SBAGLIATO!)

    Dopo una Preposizione

    Vado al cinema con lui.
    Vado al cinema con egli.
    (SBAGLIATO!)

    Dopo il Verbo Essere per Identificare Qualcuno

    Sei tu? No, sono lui!
    Sei tu? No, sono egli!
    (SBAGLIATO!)

    In Costruzioni Enfatiche

    È lui che ha mangiato la torta!
    È egli che ha mangiato la torta!
    (SBAGLIATO!)

    Quindi, è fondamentale ricordare: “egli” è molto più limitato nell’uso rispetto a “lui” e può apparire esclusivamente nella posizione di soggetto!

    La Storia di “LUI” ed “EGLI”: Un Viaggio nel Tempo

    Per comprendere appieno l’uso di questi pronomi, è essenziale fare un viaggio nella storia della lingua italiana. Questo percorso storico aiuterà a capire perché esistono queste due forme e come si sono evolute nel tempo.

    Le Origini Latine

    EGLI è la forma più antica. Deriva dal latino “ille” (che significava “quello”) ed è stata la forma standard per secoli nella lingua italiana scritta e formale. Nel Medioevo e nel Rinascimento, per scrivere in italiano corretto, era necessario usare “egli”. I grandi maestri della letteratura italiana come Dante, Boccaccio e Ariosto utilizzavano esclusivamente questa forma nei loro scritti.

    LUI, invece, ha un’origine interessante: deriva dal latino “illui”, che era una forma del dativo (cioè “a quello”). All’inizio, “lui” veniva usato solo dopo le preposizioni, come “con lui”, “per lui”, eccetera, oppure come complemento oggetto (“Ho visto lui”). Tuttavia, nel linguaggio parlato, la gente ha cominciato a usare “lui” anche come soggetto perché era più semplice e diretto. E quando la lingua parlata cambia, anche quella scritta prima o poi segue.

    Pietro Bembo e le Sue “Regole”

    Un personaggio chiave in questa storia è Pietro Bembo, un linguista del Cinquecento che ha scritto un’opera fondamentale chiamata “Prose della volgar lingua” (pubblicata nel 1525). Bembo voleva stabilire quali fossero le regole del “buon italiano” e ha deciso che i pronomi soggetto corretti dovevano essere “egli” ed “ella”.

    L’aspetto più sorprendente? Bembo ha addirittura criticato alcuni usi di Dante e Boccaccio (i più grandi scrittori italiani!) quando loro usavano “lui” come soggetto, sostenendo che lo facevano “per distrazione” o “per inavvertenza”. Ci voleva un certo coraggio per affermare che Dante sbagliava!

    Le prescrizioni di Bembo sono state così influenti che “egli” ed “ella” sono rimasti la forma “ufficiale” per secoli, anche quando la gente comune non li usava più nella vita quotidiana. Ancora negli anni recenti, nelle scuole elementari italiane, si insegnavano i verbi così:

    io sono
    tu sei
    egli è
    (non “lui è”!)
    noi siamo
    voi siete
    essi sono
    (non “loro sono”!)

    Oggi, quando si insegna italiano agli stranieri, si usano subito “lui”, “lei” e “loro”, perché sono le forme che si usano realmente nella comunicazione contemporanea!

    “Egli” nella Letteratura Italiana

    Nei grandi classici della letteratura italiana, “egli”, “ella”, “essi” ed “esse” sono onnipresenti. Ecco alcuni esempi significativi:

    Ludovico Ariosto – Orlando Furioso (1516)

    “Egli partì pieno d’onore e gloria”
    “Ella piangeva la sorte sua infelice”

    Ugo Foscolo – Ultime lettere di Jacopo Ortis (1802)

    “Ella non mi ama e io l’adoro”
    “Egli è troppo grande per questa terra”

    Alessandro Manzoni – I Promessi Sposi (prima edizione, 1827)

    “Egli entrò nella stanza con passo misurato”
    “Ella rimase muta col capo chino”

    Alessandro Manzoni: Il Rivoluzionario dei Pronomi

    Manzoni merita un discorso particolare, perché è stato il primo grande scrittore a rendersi conto che “egli” ed “ella” stavano diventando antiquati e artificiali. Ha riscritto il suo capolavoro I Promessi Sposi molte volte proprio per modernizzare la lingua!

    Osservate questi numeri incredibili che dimostrano la sua evoluzione linguistica:

    • Edizione del 1827: “egli” compare 862 volte, “lui” come soggetto 0 volte
    • Edizione del 1840 (13 anni dopo): “egli” compare solo 64 volte, “lui” come soggetto compare 200 volte!

    Ma cosa è successo agli altri 600 “egli” circa? Semplice: Manzoni li ha eliminati, lasciando il soggetto implicito (ne parliamo tra poco!). Manzoni è stato un vero innovatore linguistico che ha anticipato i tempi!

    Le Forme Femminili e Plurali: “ELLA”, “ESSI”, “ESSE”

    È importante conoscere anche le altre forme che esistevano nel sistema pronominale tradizionale:

    ELLA

    È il femminile di “egli”. Oggi è praticamente scomparsa dalla lingua parlata e scritta, completamente sostituita da “lei”.

    ESSO ed ESSA

    Erano usati principalmente per cose inanimate (oggetti, concetti, idee), non per persone. Oggi sono quasi completamente scomparsi, sostituiti da “questo/a”, “quello/a”, o semplicemente omessi.

    Esempio antico: “Il viaggio è stato lungo. Esso mi ha stancato molto.”
    Italiano moderno: “Il viaggio è stato lungo. Mi ha stancato molto.” (senza pronome) oppure “Questo mi ha stancato molto.”

    ESSI ed ESSE

    Erano i plurali di “egli/ella” e “esso/essa”. Anche questi oggi sono sostituiti da “loro” quando si parla di persone, o vengono omessi quando si parla di cose.

    Quando Usare “EGLI” e Quando Usare “LUI”: Le Regole Pratiche

    Ecco la parte più importante per chi studia o usa l’italiano: quando si deve usare una forma o l’altra? Vediamo le regole pratiche con esempi concreti.

    Usate “LUI” quando:

    1. Parlate in situazioni informali o quotidiane

    “Paolo voleva imparare a parlare italiano come un vero madrelingua. Lui ha quindi acquistato un corso intensivo.”
    “Dove vai?” “Vado da lui.”

    2. Scrivete testi moderni, email, messaggi, articoli di giornale

    “Il sindaco ha dichiarato che lui non si dimetterà.”

    3. Volete dare enfasi al soggetto o creare un contrasto

    Lui, a differenza di molti suoi colleghi, non cerca scorciatoie.”
    “Mentre loro celebrano il successo, lui rimane umile.”

    4. Dovete usare il pronome dopo una preposizione o in qualsiasi posizione che non sia il soggetto

    “Parlo con lui ogni giorno.”
    “Questo regalo è per lui.”

    5. In costruzioni enfatiche con il verbo essere

    “È lui che ha vinto!”
    “Sono proprio loro i responsabili!”

    Usate “EGLI” quando:

    1. Scrivete testi molto formali (documenti ufficiali, atti legali, testi burocratici, scritti scientifici)

    Egli dichiara di rinunciare ai propri diritti.”
    “Il professore ha pubblicato una nuova ricerca. Egli sostiene che…”

    2. Volete imitare uno stile letterario antico

    Egli camminava solo per le vie della città deserta.”

    3. Fate riferimenti storici o parlate di personaggi del passato in modo formale

    “Garibaldi sbarcò in Sicilia nel 1860. Egli guidò le sue truppe verso nord.”

    Attenzione! “EGLI” Oggi è Quasi in Via di Estinzione

    È fondamentale comprendere che nell’italiano contemporaneo, “egli” è usato sempre meno. La maggior parte degli italiani usa quasi esclusivamente “lui”, anche quando scrive!

    “Egli” suona molto formale, letterario, e a volte può sembrare addirittura un po’ strano o pomposo se usato in contesti normali. Immaginate di incontrare un amico per strada e di dirgli: “Ho visto Matteo. Egli mi ha detto che domani viene alla festa.” Il vostro amico probabilmente vi guarderebbe in modo strano! È troppo formale per una conversazione normale.

    Il problema è che alcuni italiani pensano che “lui”, “lei” e “loro” siano un po’ informali per la scrittura formale. Si sentono a disagio a usare “lui” in un testo importante, ma allo stesso tempo “egli” suona troppo antico! Questo crea un certo imbarazzo: da un lato abbiamo forme che sembrano vecchie, dall’altro forme che sembrano troppo casual.

    Qual è la soluzione? La risposta più comune è: omettere completamente il pronome! E questo ci porta al prossimo punto fondamentale…

    Il “Soggetto Nullo” o “Soggetto Zero”: La Soluzione Italiana

    Ecco una delle caratteristiche più interessanti dell’italiano: possiamo omettere completamente il pronome soggetto! I linguisti chiamano questo fenomeno “soggetto nullo” o “soggetto zero”.

    L’italiano, come lo spagnolo e il portoghese, è una lingua “pro-drop” (dall’inglese pronoun-dropping). Questo significa che possiamo “lasciar cadere” il pronome. Al contrario, in lingue come l’inglese, il francese o il tedesco, il soggetto è obbligatorio.

    Confronto tra lingue:

    • Inglese: “He speaks Italian” → il soggetto “he” è obbligatorio
    • Francese: “Il parle italien” → il soggetto “il” è obbligatorio
    • Italiano: “Parla italiano” → nessun soggetto necessario!

    Come Funziona?

    In italiano le desinenze dei verbi ci dicono già chi è il soggetto:

    • parlo → io
    • parli → tu
    • parla → lui/lei
    • parliamo → noi
    • parlate → voi
    • parlano → loro

    Quindi non c’è bisogno di ripetere il pronome!

    Esempio Concreto

    Immaginate di leggere questo testo su Leonardo da Vinci:

    “Leonardo da Vinci nacque nel 1452 in Toscana. Ø Studiò pittura fin da giovane. Ø Dipinse capolavori come la Gioconda. Ø Progettò anche macchine volanti. Ø Morì in Francia nel 1519.”

    Dove abbiamo messo il simbolo Ø (zero), c’è un soggetto nullo. Potremmo mettere “egli” o “lui”, ma sarebbe innaturale e ridondante! Il testo funziona benissimo così.

    In pratica, questa è la soluzione più usata nell’italiano moderno: invece di scegliere tra “egli” (troppo formale) e “lui” (che ad alcuni sembra troppo informale per la scrittura), semplicemente non si mette nulla!

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    Quando NON Si Può Omettere il Pronome

    Naturalmente, ci sono casi specifici in cui è necessario esprimere il pronome soggetto. Vediamo quali sono:

    1. Per Evitare Ambiguità

    “Quando Francesco ha incontrato Roberto, era molto nervoso.”

    Chi era nervoso? Francesco o Roberto? Non è chiaro! In questo caso dovremmo specificare meglio usando il pronome o riformulando la frase.

    2. Per Creare un Contrasto o Enfasi

    In questi casi, il pronome è necessario per sottolineare la differenza:

    Lui, a differenza dei suoi compagni, ha studiato tutta la notte.”
    “Mentre loro si divertivano, lui lavorava.”
    “Teresa ama la matematica, ma lui preferisce la letteratura.”
    “L’hanno fatto loro, non noi!”

    3. In Risposte Brevi

    “Chi ha rotto il vaso?” “Lui!”
    “Chi viene al cinema?” “Lei viene, lui no.”

    Come Sostituire “ESSO/ESSA” Quando Si Riferiscono a Cose

    Quando il pronome si riferisce a un oggetto, un concetto o un’idea (non a una persona), oggi non usiamo quasi mai “esso” o “essa”. Cosa usiamo invece?

    Opzione 1: Omettere il Pronome (la più comune)

    “Ho comprato una nuova macchina. Ø È rossa.”

    Opzione 2: Usare “questo/a” o “quello/a”

    “Ho comprato una nuova macchina. Questa è rossa!”

    Opzione 3: Usare “ciò” per Riferirsi a un’Intera Frase o Concetto

    “Roberto ha criticato il progetto. Ciò ha sorpreso tutti.”

    In questa frase, “ciò” si riferisce al fatto che Roberto ha criticato il progetto (l’intera frase precedente).

    Potremmo anche dire:
    “Roberto ha criticato il progetto. Questo ha sorpreso tutti.”
    “Roberto ha criticato il progetto, il che ha sorpreso tutti.”

    Tabella Riepilogativa: LUI vs EGLI

    CaratteristicaLUIEGLI
    Funzione grammaticaleSoggetto, oggetto, dopo preposizioniSolo soggetto
    Registro linguisticoInformale e formale modernoMolto formale, letterario, arcaico
    Uso nella lingua parlataSempre usatoMai usato
    Uso nella scrittura modernaComuneRaro (solo testi molto formali)
    Costruzioni enfaticheSì (“È lui che…”)No
    Dopo preposizioniSì (“con lui”)No
    Tendenza attualeIn aumentoIn diminuzione/estinzione

    Esempi Pratici di Trasformazione

    Vediamo come la stessa frase può essere espressa in modi diversi a seconda del registro linguistico:

    Esempio 1: Contesto Storico

    Stile arcaico/letterario: “Leonardo da Vinci nacque nel 1452 in Toscana. Egli studiò pittura fin da giovane.”

    Stile moderno informale: “Leonardo da Vinci nacque nel 1452 in Toscana. Lui studiò pittura fin da giovane.”

    Stile moderno preferito (con soggetto nullo): “Leonardo da Vinci nacque nel 1452 in Toscana. Studiò pittura fin da giovane.”

    Esempio 2: Documento Legale

    Stile molto formale: “Il sottoscritto dichiara che egli accetta tutte le condizioni.”

    Stile moderno preferito: “Il sottoscritto dichiara di accettare tutte le condizioni.” oppure “Il sottoscritto dichiara che accetta tutte le condizioni.”

    Esempio 3: Conversazione Quotidiana

    Corretto: “Paolo voleva migliorare il suo italiano. Lui ha quindi acquistato un corso intensivo.”

    Innaturale/scorretto: “Paolo voleva migliorare il suo italiano. Egli ha quindi acquistato un corso intensivo.” (troppo formale per il contesto)

    Più naturale (con soggetto nullo): “Paolo voleva migliorare il suo italiano. Ha quindi acquistato un corso intensivo.”

    Domande Frequenti (FAQ)

    1. È sbagliato usare “lui” in un testo formale?

    No, non è sbagliato! Nell’italiano contemporaneo, “lui” è accettato anche nei testi formali. La soluzione migliore, però, è spesso omettere il pronome quando possibile.

    2. Gli italiani usano ancora “egli” quando parlano?

    No, mai. “Egli” non viene mai usato nella lingua parlata contemporanea. Suonerebbe artificiale e pomposo.

    3. Quando devo assolutamente usare il pronome “lui”?

    Il pronome è obbligatorio dopo le preposizioni (“con lui”, “per lui”), nelle costruzioni enfatiche (“È lui che…”), nelle risposte brevi (“Chi?” “Lui!”), e quando serve creare un contrasto o evitare ambiguità.

    4. Come si comportano “lei” e “loro”?

    Esattamente come “lui”! “Lei” ha sostituito “ella” e “loro” ha sostituito “essi/esse”. Oggi sono le forme standard per tutti i registri linguistici.

    5. Quando scrivo una tesi o un articolo accademico, quale forma devo usare?

    Nell’italiano accademico moderno, la soluzione migliore è omettere il pronome quando possibile. Se necessario esprimerlo, “lui” è perfettamente accettabile. “Egli” può essere usato solo se si vuole mantenere uno stile deliberatamente arcaico o si sta citando testi antichi.

    6. Perché Manzoni ha cambiato così tanti “egli” in “lui” o li ha eliminati?

    Manzoni voleva che il suo romanzo fosse scritto in un italiano vivo e naturale, simile alla lingua parlata colta del suo tempo. Si rese conto che “egli” era troppo rigido e letterario, quindi lo sostituì con forme più naturali.

    7. Se leggo un libro classico italiano, troverò “egli” o “lui”?

    Nei classici italiani (Dante, Boccaccio, Ariosto, Foscolo, Leopardi) troverete quasi esclusivamente “egli”, “ella”, “essi”, “esse”. Solo a partire dall’Ottocento inoltrato, e soprattutto con Manzoni, comincia ad apparire “lui” come soggetto.

    8. Cosa succede se uso “egli” in una conversazione normale?

    Gli italiani probabilmente rideranno o vi guarderanno stranamente! Suonerebbe come se steste parlando in modo deliberatamente arcaico o pomposo, come chi dice in inglese “thou” invece di “you”.

    Schema Riassuntivo Finale

    Per consolidare tutto quello che abbiamo appreso, ecco uno schema riassuntivo completo:

    • “EGLI” = forma antica, deriva dal latino “ille”, usato SOLO come soggetto, molto formale/letterario, in via di estinzione
    • “LUI” = forma moderna, deriva dal latino “illui”, usato come soggetto, oggetto e dopo preposizioni, standard nell’italiano contemporaneo
    • SOGGETTO NULLO = la soluzione più naturale nell’italiano moderno è spesso omettere completamente il pronome
    • REGOLA D’ORO: quando siete in dubbio, omettete il pronome o usate “lui/lei/loro”. Sarà sempre naturale e corretto!
    • PIETRO BEMBO = linguista del Cinquecento che ha codificato “egli” come forma standard, influenzando la lingua scritta per secoli
    • ALESSANDRO MANZONI = primo grande scrittore a modernizzare l’uso dei pronomi, eliminando molti “egli” nelle edizioni successive dei Promessi Sposi
    • FORME CORRELATE: “ella” → “lei”; “essi/esse” → “loro”; “esso/essa” → omessi o sostituiti da “questo/quello”

    L’Evoluzione Continua della Lingua

    La storia di “lui” ed “egli” ci insegna una lezione importante sulla natura viva e mutevole della lingua. Le lingue non sono entità fisse stabilite da regole immutabili, ma organismi viventi che si evolvono con l’uso che ne fanno i parlanti.

    Quello che era considerato “corretto” nel Cinquecento (secondo Pietro Bembo) può sembrare artificiale e antiquato oggi. Quello che Dante e Boccaccio scrivevano naturalmente è stato poi “corretto” dai grammatici, e infine la lingua è tornata verso forme più naturali, come dimostra la rivoluzione di Manzoni.

    Oggi, la tendenza è chiara: “lui”, “lei” e “loro” sono le forme standard per tutti i contesti, dalla conversazione informale alla scrittura accademica. “Egli” sopravvive solo in contesti molto specifici e sempre più rari: documenti legali particolarmente formali, testi che vogliono imitare deliberatamente uno stile antico, o riferimenti storici.

    La caratteristica più bella e particolare dell’italiano rimane comunque la possibilità di omettere il pronome soggetto, sfruttando la ricchezza delle desinenze verbali. Questa caratteristica rende l’italiano più fluido ed elegante, permettendo di evitare ripetizioni inutili e mantenendo il testo scorrevole.

    Ricordate sempre: la lingua è uno strumento di comunicazione, e la forma migliore è quella che comunica in modo più chiaro ed efficace con il vostro interlocutore o lettore. Non abbiate paura di usare “lui” anche in contesti formali, e approfittate della possibilità di omettere il pronome quando è chiaro dal contesto chi è il soggetto. Il vostro italiano suonerà più naturale, moderno e scorrevole!

    Se ti interessa migliorare il tuo uso dei pronomi, leggi questo articolo sui 5 errori da evitare con la forma di cortesia!

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    1 commento su “EGLI vs LUI: Differenze ed Usi”

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