In questo articolo vedremo 5 POESIE ITALIANE che tutti devono conoscere e leggere almeno una volta nella vita!
5 GEMME della POESIA ITALIANA: Versi da Non Perdere
Prima poesia
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale di Eugenio Montale (1967)
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei Γ¨ il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, nΓ© piΓΉ mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtΓ sia quella che si vede.Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non giΓ perchΓ© con quattr’occhi forse si vede di piΓΉ.
Con te le ho scese perchΓ© sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
Γ una delle 28 che Montale ha dedicato alla moglie Drusilla dopo la sua morte.
Nella poesia ricorda la compagna attraverso immagini di intimitΓ quotidiana, come lβatto di porgerle il braccio per scendere le scale. Era un gesto semplice che ora gli manca.
Lui guidava per le scale, lei lo guidava nella vita.
Grazie a lei, ha imparato a non temere piΓΉ gli affanni, le preoccupazioni e i mille impegni di tutti i giorni, che ha capito essere soltanto βtrappoleβ, e a vedere oltre le apparenze. La donna era perciΓ² la vera musa ispiratrice dellβautore, che ora si sente vuoto, smarrito e disorientato.
Seconda poesia
Amami di Alda Merini
Amami
finchè sentirai il calore
di una fiamma tremula
che sempre arde,
difendendosi dai venti di scogliera.
Sono un pensiero
che non vuole mai
legare le tue mani
libere nel mondo,
anche se vorrei
che fossero solo mie.
Amami
ora che non ho parole
per farti innamorare
dei miei silenzi
pieni di gioia,
che non potrai vedere.
Amami ancora,
saranno solo gli occhi
a dirti la mia passione
e le mie labbra,
a raccontarti
cose difficili da dire.
Saremo noi,
un giorno forse
ad abbracciare solo i profumi
dei nostri corpi
senza paura
che lβassenza diventi una cosa vera.
In questa poesia, l’autrice riesce a cogliere e trasmettere l’essenza dell’amore in tutta la sua complessitΓ , come una forza che brucia (fuoco) e nutre (acqua) allo stesso tempo.
Nei versi chiede di essere accettata e compresa nella sua interezza.
Lβamore, secondo la Merini, Γ¨ totalizzante: un’esperienza tormentata e inebriante, che lei ci invita a vivere con passione, nonostante le ferite che puΓ² provocarci.
“Amami” Γ¨ una poesia toccante e lascia un’impronta forte nel cuore del lettore. Γ un invito a rischiare di amare, a immergersi nelle acque incerte di questo sentimento e a lasciarsi avvolgere dal suo fuoco bruciante.
In definitiva, “Amami” Γ¨ una poesia che ci ricorda che l’amore, con tutta la sua intensitΓ e le sue contraddizioni, Γ¨ uno dei sentimenti piΓΉ potenti che possiamo sperimentare come esseri umani, perciΓ² dobbiamo viverlo appieno, con tutte le sue sfumature, e non dobbiamo temere di aprirci completamente a ciΓ² che esso ci puΓ² offrire.
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Terza poesia
Lβinfinito di Giacomo Leopardi (1819)
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di lΓ da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensitΓ s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’Γ¨ dolce in questo mare.
Nella poesia, il poeta riflette sulle sensazioni e sui sentimenti che prova ammirando il panorama dallβalto di una montagna.
Non vede lβintero orizzonte perchΓ© gran parte di esso Γ¨ nascosta da una siepe. Eppure, proprio questo ostacolo visivo scatena la sua fantasia.
Si immagina spazi sconfinati, dove regnano pace e silenzio, tanto che questi pensieri quasi lo spaventano. Avverte la suprema bellezza e grandezza, che lo impauriscono e affascinano allo stesso tempo. Grazie al potere della mente, riesce a contemplare l’infinito spaziale e quello temporale, ovvero l’eternitΓ , fino a perdersi, rapito e incantato, in un mondo interiore di illusioni.
“L’infinito” rappresenta la ricerca dell’uomo di fronte all’immenso mistero dell’universo.
Leopardi esprime il suo desiderio di superare i limiti della condizione umana e di abbracciare lβinfinito. Si sente oppresso dalla sua piccolezza e finitezza umane di fronte all’immensitΓ dellβuniverso, e questo gli provoca meraviglia, desiderio e inquietudine allo stesso tempo.
In sintesi, “L’infinito” Γ¨ una meditazione sull’eternitΓ e una testimonianza della fragilitΓ e della piccolezza dell’essere umano di fronte all’universo.
Quarta poesia
San Martino del Carso di Giuseppe Ungaretti (1916)
Di queste case
non Γ¨ rimasto
che qualche
brandello di muroDi tanti
che mi corrispondevano
non Γ¨ rimasto
neppure tantoMa nel cuore
nessuna croce mancaΓ il mio cuore
il paese piΓΉ straziato.
Scritta durante la Prima Guerra Mondiale, la poesia cattura l’orrore e il dolore della guerra, evidenziando la tragedia umana e la distruzione che essa porta con sΓ©.
La poesia si apre con la descrizione di un paesaggio spettrale e devastato, ciΓ² che rimane dopo la guerra: Γ¨ il luogo in cui l’autore si ritrova ad affrontare la morte dei suoi compagni e la distruzione.
I versi sottolineano l’assurditΓ della guerra e il senso di vuoto che essa lascia dietro di sΓ©.
“San Martino del Carso” rappresenta anche un inno alla memoria e al ricordo dei caduti. L’autore invoca il nome dei suoi compagni morti, cercando di mantenerne il ricordo attraverso l’immortalitΓ poetica.
“San Martino del Carso” comunica l’orrore della guerra in modo diretto ed empatico: non offre consolazione o giustificazioni, ma invita a riflettere sulla follia della violenza e a non dimenticare mai le tragedie che l’umanitΓ ha affrontato.
Quinta poesia
Aspetta la tua impronta di Maria Luisa Spaziani (1986)
Lβindifferenza Γ¨ inferno senza fiamma.
Ricordalo scegliendo
Fra mille tinte il tuo fatale grigio.
Se il mondo Γ¨ senza senso
Tua Γ¨ la vera colpa.
Aspetta la tua impronta
Questa palla di cera.
La poesia affronta il tema dell’identitΓ e della ricerca di se stessi.
Lβautrice ci ricorda che, se la nostra vita non ha senso, Γ¨ solo colpa nostra, perchΓ© non prendiamo mai una posizione, non ci schieriamo mai. Ci invita invece a scavare dentro noi stessi, a cogliere il momento presente e a lasciare la nostra impronta unica e irripetibile nel mondo.
La ricerca dell’identitΓ diventa un viaggio interiore in cui si incontrano le proprie emozioni, i ricordi e le aspirazioni piΓΉ profonde.
Questo invito diventa un richiamo a non sprecare la propria vita, ma a vivere con passione e scopo, creando un senso di connessione con il mondo e con gli altri.
Γ un inno alla vita e allβunicitΓ di ognuno di noi, che dovremmo usare al meglio il tempo che ci Γ¨ stato donato.
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