In italiano ci sono tantissime piccole paroline che i madrelingua usano apparentemente senza un obiettivo preciso, ma in realtà anche queste piccole paroline, appunto, comunicano qualcosa di ben preciso. E, appunto, oggi ne vediamo proprio una: APPUNTO, appunto. Okay basta con i giochi di parole, ma in questa lezione andremo proprio a spiegare tutti i significati di questa parolina, perché sì, ne ha un po’… Ovviamente, come sempre ci saranno tanti esempi, così sarà più facile per voi ricordare tutti i diversi usi di questa parola.
Significato e Uso di APPUNTO
La parola APPUNTO possiede diversi significati, principalmente perché la parola ha due diverse origini, due diverse etimologie.
“APPUNTO” COME ESCLAMAZIONE
- La prima origine è dalla locuzione A PUNTO, che in seguito al fenomeno linguistico di raddoppiamento del suono è diventata una parola sola con la doppia P: APPUNTO.
In questo caso, si usa da sola come esclamazione e significa “proprio”, “precisamente”, “esattamente”, usata insomma per puntualizzare, per dare enfasi. Vediamo alcuni esempi:
– Oggi ho incontrato Luca che faceva shopping: era arrabbiatissimo.
– Ma Luca non odiava fare shopping?
– Appunto! Proprio per quello era arrabbiato!
O ancora:
– Sono stufa: è da una settimana che continuo a ricevere chiamate da operatori telefonici che vogliono propormi nuove offerte!
– Capita la stessa cosa anche a me! Che poi mi chiedo: ma da dove li prendono i nostri numeri di telefono?
– Appunto! Io non l’ho neanche pubblicato sulle pagine gialle!”
“APPUNTO” COME INTERCALARE
Con questo significato, la parola “appunto” viene usata anche come un intercalare, ovvero una parola che, senza accorgersene e senza reale necessità, viene inserita continuamente nel discorso, solo per puntualizzare quello che stiamo dicendo, per sottolineare i concetti che riteniamo più importanti.
Ad esempio:
“Nella mia tesi di laurea ho trattato appunto il tema dell’inquinamento ambientale che è appunto molto sentito al giorno d’oggi. La prima parte del lavoro si concentra appunto sui principali problemi che l’inquinamento, appunto, causa all’ambiente. Nella seconda parte ho menzionato invece le possibili strategie che si potrebbero appunto attuare per risolvere tali problemi.”
Fate attenzione però: io vi sconsiglio di imparare ad utilizzare “appunto” come intercalare, perlomeno non con la frequenza che abbiamo visto nell’esempio poco fa, perché a lungo andare può risultare ridondante e persino fastidioso. Vi ha infastiditi almeno un po’ sentirlo così tante volte, non è vero?
Ciò non toglie che potrà capitarvi di sentirlo usare da qualche madrelingua!
“PER L’APPUNTO”, UN RAFFORZATIVO PIÙ FORMALE
Un altro uso di “appunto” con lo stesso significato è nella locuzione PER L’APPUNTO, che è semplicemente rafforzativa e viene utilizzata più o meno nello stesso modo. L’unica differenza, se vogliamo proprio trovarne una, è che questa è una locuzione che viene poco usata nell’italiano colloquiale, ed è più comune nel linguaggio formale o di registro molto alto.
Ad esempio:
“Un aspetto fondamentale nel nostro progetto è, per l’appunto, costruire uno spazio di libertà, sicurezza e serenità per tutti i membri della nostra azienda.”
LA SECONDA ORIGINE: “APPUNTARE”
- La seconda etimologia di APPUNTO si fa risalire al verbo “appuntare”, ovvero “scrivere”, “mettere per iscritto”.
In questo caso, “appunto”, oltre a essere la prima persona singolare del presente indicativo del verbo “appuntare” (io appunto qualcosa), è un sostantivo, un nome. Questo indica una nota veloce e sommaria che viene scritta per ricordare un fatto, una data, i punti salienti di un discorso o una lezione, ma anche come promemoria di ciò che dobbiamo dire o fare.
Allora potremo prendere appunti, magari sul nostro quaderno (di appunti) o sul nostro blocchetto degli appunti.
“APPUNTO” COME RIMPROVERO
- Quando “appunto” viene usato al singolare, può spesso indicare un rimprovero, una osservazione o una censura non grave.
Ad esempio, se arriviamo sempre tardi al lavoro, il nostro capo potrebbe “farci un appunto” sulla nostra condotta, ovvero potrebbe riprenderci o rimproverarci per il nostro comportamento, ma ci tengo a precisare che quando usiamo “appunto” vogliamo sottolineare che il rimprovero non è stato poi così grave.
TUTTI GLI “APPUNTO” MESSI IN PRATICA
Vediamo ora un dialogo che contiene tutti gli usi che abbiamo citato della parola “appunto”.
– Ciao Rocco, oggi sei andato alla lezione di Diritto?
– Ciao! Sì ci sono andato.. Ma non ti ho vista!”
– Appunto (1), non sono venuta perché non stavo bene. Ti dispiacerebbe passarmi gli appunti (2)?
– Ma certo, figurati! Se perdi una lezione di diritto sei rovinata!
– Eh, appunto (1), non vorrei che sia troppo difficile recuperare
– Ma no, non preoccuparti, in un paio d’ore la recuperi. Ma oggi non dovevi andare dal dentista?
– Eh sì, appunto (1), mi sa che dovrò recuperarla domani. Spero di fare in tempo prima della prossima lezione!
– Se posso farti un appunto (3), sarebbe il caso che tu mandassi una mail alla professoressa per spiegarle il motivo della tua assenza…
Eccoci arrivati alla fine. Vi lascio con un compito: provate anche voi ad usare la parola “appunto” in un dialogo e riportatelo qua sotto nei commenti (scegliete voi se utilizzare un registro colloquiale oppure formale!).
Se siete dei fan delle piccole paroline che vi fanno prendere tempo durante una conversazione, per riflettere un po’ su quello che volete dire, allora non dovete perdervi la lezione dedicato alla parolina ALLORA.
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Vediamo se hai appreso i contenuti di questa lezione! Prova a fare gli esercizi!
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