Lessico dell’ABBIGLIAMENTO e della MODA in italiano: come descrivere ciò che indossi

Diciamocelo, tutti bene o male quando sono in Italia decidono di fare shopping, no? Allora conoscere i termini elencati in questo articolo, potrebbe rivelarsi utile! Non parleremo di maglie, camicie o pantaloni, ma di vocaboli un po’ più complessi, che bisogna sapere per poter dire di avere un livello più avanzato di italiano.

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Lessico della Moda in italiano

L’Italia, si sa, è, insieme alla Francia, la patria della moda, che vanta stilisti e marchi riconosciuti a livello internazionale come sinonimo di qualità ed eleganza. E tutti gli italiani, almeno un giorno a settimana, amano mettersi in tiro (vestirsi con il massimo dell’eleganza). Forse non tutti possono permettersi i brand costosi, ma sicuramente è importante conoscere i termini elencati di seguito, anche per fare acquisti a poco prezzo.

 

  1. VESTITI

Il vestito è un capo femminile che, però, ha tante versioni e stili differenti:

 

Tubino:

Il tubino è un vestito semplice, generalmente attillato, lungo fino al ginocchio e senza maniche.

 

Caftano:

Il caftano è un abito dal taglio morbido, generalmente lungo fino alla caviglia, aperto sul davanti, con le maniche lunghe e larghe. Di solito è realizzato con tessuti molto leggeri come cotone o seta. Lo si può portare aperto, magari sul costume da bagno, o chiuso con una fusciacca, ossia una cinta generalmente ottenuta dallo stesso tessuto dell’abito.

 

Scamiciato:

Questo abito è senza maniche e generalmente ha una scollatura tonda, dritta o quadrata. Lo si indossa di solito su una camicia o una maglietta.

 

Abito peplo:

Il peplo era un abito femminile bianco indossato dalle donne nell’antica Grecia. Oggi è un vestito molto semplice, un tubino aderente e lineare impreziosito, nel punto vita, da una baschina, un volant che spezza e slancia la figura.

 

Chemisier:

Come vedremo anche in seguito, sono molti i termini che l’italiano ha preso in prestito dal francese in materia di moda. Questo è uno di quelli. Lo chemisier è un abito chiuso davanti da bottoni, con o senza colletto, di linea essenziale, semplice, che ricorda molto quella di una camicia.

 

Robe manteau:

Ancora un termine francese: questo indica un vestito che, però, nel suo taglio ricorda molto una giacca o un cappotto, è infatti abbottonato sul davanti, spesso a doppiopetto, con collo e revers da uomo.

 

 

  1. ABITI DA UOMO

Un completo da uomo formato da giacca e pantalone si chiama, appunto, completo oppure abito. Se la giacca e il pantalone sono abbinati insieme ma hanno colori, tessuti o fantasie diverse, allora si chiama spezzato.

Di abiti da uomo, però, ci sono anche altre tipologie:

 

Smoking:

Si tratta di un abito da sera maschile solitamente in panno o seta e lana. È costituito da una giacca mono o doppio petto e pantaloni con un gallone in seta sulla cucitura esterna. Lo smoking è inoltre caratterizzato da una sorta di cintura alta in seta che si mette sui pantaloni e che copre il punto vita.

 

Tight:

Completo maschile da cerimonia, con giacca nera con una falda lunga dietro e pantaloni rigati nei toni del grigio o nero. Un gilet grigio perla o bianco accompagna generalmente il completo.

 

Frac:

Completo usato per occasioni veramente molto formali, con giacca corta fino alla vita sul davanti, e che si prolunga dietro in due falde dette “code di rondine”.

 

Questi completi così eleganti possono essere abbinati con:

  • un farfallino, più comunemente noto come papillon;
  • una classica cravatta, oppure una delle sue varianti (plastron, annodata e fermata con una spilla – ascot, annodata con un doppio nodo e fermata con una spilla, tipica del tight).

 

 

  1. MAGLIERIA

Molti studenti si chiedono quale sia la differenza tra maglia, maglione e maglietta. Facciamo chiarezza: il maglione è un indumento pesante, di lana con le maniche lunghe, portato sopra una camicia o da solo. La maglietta è generalmente una T-shirt, leggera, di cotone, a maniche corte. Una maglia, invece, è, secondo il dizionario, un “indumento di tessuto a maglia, aderente al torace, confezionato per essere indossato sulla pelle”. Insomma, la parola “maglia” è un po’ generica e indica sostanzialmente tutti i capi d’abbigliamento che si indossano nella parte superiore del corpo, senza fare accurate distinzioni.

 

Una maglia, come dicevamo, può avere le maniche corte o lunghe e la scollatura (o scollo) tondo, a V, squadrato, a girocollo, a barchetta, monospalla, all’americana, senza bretelline.

 

Tra le maglie, le tipologie più importanti sono:

La felpa (con o senza cappuccio), apribile con cerniera oppure chiusa.

 

Il dolcevita, un collo alto, aderente e ripiegato su se stesso il cui nome deriva (lo avevate già immaginato?) dal film di Fellini “La Dolce Vita”, perché in quel periodo il protagonista del film Marcello Mastroianni indossava spesso il capo, anche se non nel film.

 

Il lupetto, che, a differenza del dolcevita, non si piega su se stesso: è ben aderente e sale fino a metà gola.

 

Il cardigan, una giacca di maglia di lana, senza collo né risvolti, con maniche lunghe e abbottonatura sul davanti, generalmente con bottoni.

 

 

  1. PANTALONI

I pantaloni, sia per uomo che per donna, possono essere:

 

A vita alta, che vengono indossati all’altezza o al di sopra dei fianchi, di solito almeno 8 centimetri sopra l’ombelico.

 

A vita bassa, che vengono indossati al di sotto dei fianchi, qualche centimetro più in basso rispetto all’ombelico.

 

A zampa di elefante, un tipo di pantaloni stretti sulle cosce che scendono molto ampi dalle ginocchia in giù.

 

A sigaretta, dal taglio dritto e leggermente aderente, ma non troppo soprattutto su polpacci e caviglie.

 

Alla zuava, corti e larghi, che arrivano sotto al ginocchio.

 

A carota, ampi su fianchi e cosce, che poi scendono sfiancati sulle gambe.

 

A palazzo, pantaloni spesso a vita alta e con le pinces, lunghi e con la gamba dritta e larga, molto larga.

 

Pantaloncini, pantaloni più o meno corti, ma sempre sopra il ginocchio.

 

 

  1. SCARPE

Per quanto riguarda le scarpe, le tipologie più importanti da conoscere sono:

 

Le ballerine, chiamate così perché sono ispirate alle scarpe delle ballerine di danza classica, bassissime e scollate sul piede, generalmente sono tonde sul davanti ma alcune sono a punta;

 

I mocassini, scarpe morbide, senza lacci, scollate sul piede, con suola flessibile e leggera.

 

I sandali, scarpe aperte, generalmente basse e con delle strisce di cuoio o stoffa sulla parte superiore.

 

Le décolleté, ancora una volta un termine francese, per indicare le classiche e intramontabili scarpe con il tacco alto, più o meno spigolose.

 

Le Chanel, scarpe con il tacco, chiuse davanti e aperte dietro, chiuse con un cinturino, ideate proprio da Coco Chanel.

 

Gli stivali cowboy, stivali in pelle a punta e con il tacco, che ricordano quelli usati dai cowboy nei film western.

 

Le francesine, con o senza tacco, in vernice o in camoscio ma sempre stringate, con i lacci. Sapete come si chiamano in Francia? Fatecelo sapere nei commenti!

 

Le infradito, ciabatte composte da suola e cintura a forma di Y, usate soprattutto per la spiaggia o i contesti più informali.

 

Le ciabatte (o pantofole), sono calzature aperte (con una fascia sopra) o chiuse davanti che si usano in casa.

 

I polacchini, stivaletti generalmente in camoscio alti alla caviglia; in Polonia come si chiameranno? Se lo sapete, ditemelo!

 

I tronchetti, stivali con tacco più o meno alto che arrivano più su rispetto alla caviglia.

 

Le scarpe da tennis / da ginnastica / sneakers, scarpe in diversi tessuti e destinate in origine a fare attività fisica, anche se oggi tutti noi le usiamo anche per uscire.

 

I sabot, scarpe tendenzialmente basse, chiuse sul davanti ma che lasciano il tallone scoperto.

 

 

  1. BORSE

Quando si pensa a uno degli accessori più importanti per ogni outfit, si parla generalmente di “borsa”. Ovviamente, ci sono anche qui delle distinzioni da fare.

Le borse possono essere a tracolla (con una cinghia regolabile che poggia su una spalla e la fa scendere giù fino ai fianchi), a spalla (da mettere sulla spalla) o a mano (da portare nella mano appunto). Poi c’è anche il marsupio, borsello che si porta allacciato in vita.

 

Per quanto riguarda le forme, invece, abbiamo:

Il bauletto, dalla forma affusolata e allungata, con il doppio manico e chiusa da una cerniera.

 

A postino, cioè una borsa a tracolla spesso piatta e con tasche.

 

Il secchiello, che ricorda la forma di un secchio e si chiude attraverso tiranti.

 

La tote, borsa grande e con doppio manico, generalmente rettangolare e che rimane aperta nella parte superiore, usata soprattutto per il lavoro e l’ufficio.

 

La clutch, piccola borsetta da sera senza manico, morbida o rigida, da portare in mano.

 

La trousse (o il beauty case), borsa piccola o grande, piuttosto rigida, spesso a forma di scatola rotonda o rettangolare, che contiene generalmente trucchi, creme e prodotti per la cura personale.

 

 

  1. CAPPELLI

Rimanendo in tema di accessori, diamo una rapida occhiata alle tipologie di cappelli più importanti:

 

Il berretto (da baseball), quello con la visiera.

 

Il fedora, cappello morbido di feltro, con un incavo al centro della cupola e la falda ricurva.

 

La paglietta, cappello di paglia di forma circolare, con la cupola piatta e dura, la falda rigida e di solito ornato da un nastro.

 

Il panama, cappello estivo in paglia intrecciata a tesa larga e con la calotta incavata al centro.

 

Il turbante, copricapo che viene dall’Oriente, formato da una lunga sciarpa di seta, avvolta con più giri attorno alla testa.

 

 

Prima di concludere, elenchiamo alcune parole a proposito dei materiali e delle stampe.

 

  1. MATERIALI

 

Acrilico, leggero, che non si stropiccia, asciuga in fretta e non deve essere stirato.

 

Broccato, preziosa stoffa lavorata, caratterizzata da disegni intessuti in rilievo, generalmente fiori o figure.

 

Velluto, stoffa intessuta con un pelo corto e morbido, dalla superficie liscia, compatta, brillante.

 

Tulle, tessuto leggerissimo, molto vaporoso, si usa in strati spesso sovrapposti.

 

Raso, stoffa dall’aspetto molto liscio e lucido uniforme.

 

Seta, fibra sottile e lucente, molto pregiata.

 

Pizzo, più o meno elaborato.

 

Pile, tessuto sintetico morbido, fortemente isolante, caldissimo.

 

Cotone, che non ha bisogno di spiegazioni.

 

Lino, una delle più antiche fibre vegetali, molto leggera e fresca.

 

 

  1. STAMPE

 

Mimetico

 

Damascato

 

Gessato

 

Nido dape

 

Patchwork

 

Pied de poule

 

A pois

 

Provenzale

 

A fiori

 

A quadri

 

Tartan

 

Zebrato

 

A righe

 

Leopardato

 

A rombi

 

Ora che siete giunti al termine dell’articolo, non dimenticate di mettere in pratica quello che avete imparato e usate queste parole il più spesso possibile. Per esempio, scriveteci nei commenti qui sotto cosa state indossando in questo momento. Mi raccomando: siate molto precisi!

Se invece volete imparare o ripassare il vocabolario degli utensili della cucina, guardate la lezione dedicata interamente al lessico della cucina in italiano!

 

Vediamo se hai appreso i contenuti di questa lezione! Prova a fare gli esercizi!

 

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