Lessico SCOLASTICO in ITALIANO: espressioni per parlare di scuola

Settembre è già qui e, come tutti sanno, è il mese preferito dagli studenti, siccome comincia la scuola! Per celebrare questo lieto (lieto?) evento, ho deciso di proporvi, in questo video, una serie di espressioni da utilizzare nel contesto scolastico, per qualsiasi tipo di scuola voi vogliate frequentare.

Le Espressioni da utilizzare nel contesto Scolastico

Ecco una lista di espressioni italiane indispensabili per parlare di scuola:

  • Iscriversi/Immatricolarsi Mollare/abbandonare gli studi significa entrare a far parte di un’istituzione o di un’organizzazione facendo registrare il proprio nome e seguendo le formalità richieste. La prima iscrizione di uno studente a un istituto di istruzione secondaria o università si chiama immatricolazione. E la persona che vi si iscrive per la prima volta è una matricola.

  • Essere una matricola significa essere uno studente al primo anno di scuola superiore o università

  • Mollare/Abbandonare gli studi significa interrompere gli studi senza completarli.

  • Seguire le lezioni – L’orario delle materie significa frequentare le lezioni delle varie materie, secondo uno schema (orario) prestabilito, che riporta le varie materie da seguire durante i diversi giorni della settimana, ora per ora.

  • Assegnare i compiti (insegnante) – Svolgere/Fare i compiti (studente) succede quando l’insegnante assegna i compiti e dice agli studenti cosa dovranno fare a casa prima della prossima lezione. Loro, poi, dovranno seguire quelle istruzioni: svolgeranno (o faranno) i compiti.

  • Fare l’appello significa chiamare più persone per nome, secondo un ordine stabilito (per lo più alfabetico), per accertarsi che siano presenti.

  • Essere presente/assente: se lo studente risponde “Presente!”, significa che è in classe. Altrimenti, se per qualsiasi ragione è rimasto a casa, si considera assente.

  • Essere bocciato/promosso: nel caso si parli di un singolo esame o test, significa non superarlo. Al contrario, se superiamo quell’esame, siamo promossi. Essere bocciato a scuola, invece, significa non essere ammesso alla classe successiva (generalmente a causa di voti troppo bassi) e dover ripetere l’anno. Se invece si supera l’anno e si è ammessi alla classe successiva, si è promossi.

  • Essere rimandato: uno studente può essere rimandato alla fine dell’anno in una o più materie (massimo 3). Questo significa che non è bocciato, ma che in quelle materie non c’è un voto, perché dovrà sostenere degli esami di riparazione alla fine dell’estate, prima dell’inizio della scuola. Se supera quegli esami, è ufficialmente promosso, altrimenti, è ufficialmente bocciato.

  • Prendere/Beccarsi una nota sul registro: il registro di classe è il quaderno in cui si scrive la storia della classe. Lo possono compilare solo gli insegnanti, che dovranno inserire le proprie firme, le assenze, le giustificazioni degli alunni, i compiti assegnati, i lavori svolti durante la lezione e i dati generali degli alunni, giorno per giorno. Lì, tra le altre cose, si scrivono le note (forma abbreviata di “note disciplinari”). Una nota è un appunto, un’annotazione dell’insegnante riguardo un comportamento scorretto di uno o più studenti. Ogni nota presa influenza il voto finale dello studente. Se lo studente si comporta spesso male oppure fa qualcosa di molto molto grave, può essere sospeso dalle attività scolastiche fino a un massimo di 15 giorni.

  • Fare sega/fare filone/marinare la scuola/bigiare significa non andare a scuola per un giorno (o più), senza che i genitori lo sappiano. È un problema per la giustifica (documento che il genitore firma in cui si dichiara consapevole dell’assenza del proprio figlio per ragioni di salute o famiglia). Smette di essere un problema quando si raggiungono i 18 anni e ci si può firmare da soli le giustifiche.

  • Andare alla lavagna significa essere chiamati dall’insegnante e doversi alzare e andare verso la lavagna, per svolgere un esercizio che l’insegnante assegna.

  • Fare il compito in classe significa svolgere il compito in classe, ossia una prova scritta che si svolge generalmente 1 volta al mese contemporaneamente per tutta la classe con cui l’insegnante verifica le conoscenze acquisite dagli studenti nella sua materia.

  • Sostenere un’interrogazione: l’interrogazione è una prova orale che si svolge 1 o 2 volte al mese per ogni singolo studente, durante la quale l’insegnante fa diverse domande allo studente, che deve rispondere argomentando. No, non è un interrogatorio (che invece è quello che si svolge in una stazione di polizia con un presunto criminale).

  • Fare scena muta significa restare in silenzio, non parlare, non rispondere alle domande fatte.

  • Assegnare / Ricevere un voto significa dare/ricevere un giudizio dell’insegnante sulla performance dello studente, scritta o orale, nella sua materia.

  • Diplomarsi, laurearsi significa concludere gli studi alla scuola superiore (si riceve un diploma) o all’università (si riceve la laurea).

  • Primo/secondo quadrimestre/semestre si riferisce alla suddivisione dell’anno scolastico in 2 parti. A scuola si parla di quadrimestri (periodo di 4 mesi), all’università si parla di semestri (periodo di 6 mesi). A scuola, al termine di ogni quadrimestre, si riceve la pagella. La pagella è un documento che la scuola rilascia a ogni alunno in cui sono presenti i voti finali che quell’alunno ha ricevuto nelle varie materie, ottenuti facendo una media dei vari voti accumulati nel corso dei mesi. La pagella del 1 quadrimestre è importante ma non decisiva, è solo un punto di riferimento per capire su cosa concentrarsi maggiormente per evitare la bocciatura alla fine del 2 quadrimestre.

  • Fare il lecchino significa comportarsi in modo esageratamente servile nei confronti di qualcuno, al fine di entrare nelle sue grazie e riceverne benefici.

  • Essere un secchione significa studiare tanto e con costanza, senza che all’impegno corrispondano necessariamente doti e capacità particolari.

  • Copiare durante un compito significa copiare le risposte che non si sanno con tutti i mezzi e da tutte le fonti possibili.

  • Suggerire a un compagno significa offrire le risposte a un compagno che non le sa durante un’interrogazione.

  • Imparare a memoria significa fissare nella propria mente dei concetti: va bene per liste, ma è sbagliato per cose più ampie e discorsive: significa imparare in modo meccanico, senza una reale e profonda comprensione, ripetendo parola per parola quello che è scritto sul libro.

  • Un 10 per l’impegno significa apprezzare lo sforzo e l’impegno. Però, non vi illudete, questa frase a scuola non si sente quasi mai. Anche se verrete apprezzati per lo sforzo (ricevendo un bel voto), quel voto non sarà mai 10, cioè il massimo.

  • Buttarsi sui libri / Mettersi sotto significa impegnarsi a fondo nello studio, spesso si utilizzano queste espressioni quando c’è poco tempo prima di un esame o un’interrogazione o la fine dell’anno e non si vuole rischiare la bocciatura.

Se volete diventare dei veri esperti sull’argomento scuola italiano, mi raccomando, non dimenticate di dare un’occhiata al nostro video dedicato al sistema scolastico italiano.

One thought to “Lessico SCOLASTICO in ITALIANO: espressioni per parlare di scuola”

  1. Cara Filomena, Comincio stasera il mio sesto anno d’italiano. Peccato che non sia la mia professoressa… !!!
    Adesso voi a trattare di attivare (DIFFICILE !!!) il mio link con NVPN pagato il 1 settembre per due anni con menzione Learnamo.

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