La parola “TIPO” in italiano: Cosa Significa? Come si Usa? Tutti i Significati e Usi!

Ci avete mai fatto caso che tipo gli italiani usano spesso delle parole tipo solo nella lingua di tutti i giorni e voi siete lì tipo “Ma che vuol dire?” E non riuscite mai a decifrarle? Bene, una di queste paroline è proprio “tipo” e in questo video voglio mostrarvi tutti gli usi che questa parolina ha nella lingua italiana di tutti i giorni e credetemi: ce ne sono davvero molti!

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I tipi di “tipo” e come usarli

La parola “tipo” deriva dal latino typus, a sua volta derivato dal greco τύπος (tùpos), con il significato di “impronta”, ma anche di “carattere”, “figura” e “modello”. Oggi con questo significato si usa ancora nella disciplina che studia le monete per riferirsi alla raffigurazione incisa e impressa sulla moneta. 

Nell’arte della stampa, invece, la parola “tipo” si riferisce a ciascuno dei caratteri mobili utilizzati per riprodurre le lettere e i simboli da stampare.

 Ma nella lingua italiana standard, oltre a questi significati che appartengono a specifici linguaggi settoriali, la parola “tipo” può assumere tanti diversi significati. Vediamone insieme alcuni:

 

Un esempio per tutti

  1. Il significato più comune della parola “tipo” è quello di “modello” o “esemplare” che identifica una molteplicità di oggetti sulla base di caratteristiche comuni fisse che li accomunano tra loro e li distinguono dagli altri. Ad esempio, possiamo parlare di un tipo di letto matrimoniale, oppure un tipo di televisore, un tipo di scarpe e così via. Quindi potremmo avere determinate paia di scarpe dello stesso tipo (ad esempio scarpe sportive) oppure due macchine dello stesso tipo (SUV, 4×4, utilitaria e così via).
  2. Un altro significato di “tipo”, simile al primo ma leggermente diverso, è quello di “schema, modello ideale al quale può condursi per astrazione una moltitudine di oggetti, aventi caratteri comuni”. Ma qui, ecco, le parole chiave sono “ideale” e “per astrazione”. Ad esempio potrei chiedere ad una mia amica quale sia il suo tipo di ragazzo ideale, o ancora potrei chiederle quale sia il suo tipo di casa ideale, o di lavoro e così via. E lei inizierebbe a descrivermeli così come se li immagina, o così come potrebbero essere nel miglior scenario possibile.
  3. Per estensione, la parola “tipo” si usa spesso nelle locuzioni “del tipo di” o “sul tipo di” per ricondurre un oggetto ad una categoria ben rappresentata da un altro oggetto. Ad esempio, in un negozio di vestiti potremmo chiedere se hanno una camicetta del tipo di quella che stiamo indossando.
  4. Nell’uso colloquiale, poi, la parola “tipo” viene usata (e forse anche abusata) con il significato di “come” o “ad esempio”, in frasi del tipo:

Il mio capo si è arrabbiato un sacco di volte questa settimana, tipo ieri quando sono arrivato tardi al lavoro, o anche martedì quando ho consegnato il progetto sbagliato. 

Ieri ho comprato un paio di jeans stupendi, hai presente tipo quelli neri che metto sempre? Ecco, tipo quelli, ma verde scuro.

Ti giuro, non la sopporto. Continua a parlarmi dei suoi problemi. Tipo ieri siamo andate a prendere un caffè e continuava a lamentarsi che capitano tutte a lei.

 

Per dare l’idea

  1. Ancora, usiamo molto in contesti informali la parola “tipo” davanti ad aggettivi o locuzioni usate con il senso di aggettivi semplicemente per dar loro enfasi, un po’ come facciamo con “proprio”, “davvero”. Per esempio, posso dire: Ieri sono andata ad una festa tipo stratosferica! Oppure Il nostro progetto è stato tipo un successo! Che figata!

 

Bersaglio agganciato

  1. Ma “tipo” è utilizzato anche, con delle piccole varianti, per riferirsi ad una persona specifica: innanzitutto, se si parla di “un tipo” (o una tipa) si indica una persona di cui non sappiamo o non vogliamo specificare alcuna informazione, forse perché non ci piace o perché ci ha fatto qualcosa o anche solo perché non la conosciamo affatto. La connotazione è leggermente negativa: significa che non ci importa molto di lei e non vogliamo perdere nemmeno un secondo in più a dare maggiori dettagli sul suo conto. —> essere un bel tipo (Ma sei proprio un bel tipo!)
    Significa “avere un carattere particolare”oppure, nella forma “essere un tipo …” + aggettivo, identifica la caratteristica principale – a livello caratteriale – di quella persona:
    Mio cugino è un tipo tranquillo, legge tanto e non va mai in discoteca.
    O ancora, “(non) essere il tipo di qualcuno” significa “(non) piacere a quella persona”
    Ti piace Giovanni? Mmmh no, non è il mio tipo.
    Ovvero: non è il ragazzo che fa per me.
  2. Il diminutivo “tipetto” si usa invece specialmente quando ci si riferisce a bambini o ragazzini con un temperamento allegro e magari un po’ irrequieto. Ad esempio, un bimbo con “la lingua lunga”, ovvero che parla molto ed è anche un po’ disubbidiente, è proprio un tipetto.
  3. Il peggiorativo “tipaccio” invece è usato per indicare una persona poco raccomandabile, dalla quale bisognerebbe stare alla larga.

Sta bene con tutto

  1. Infine, utilizziamo la parola “tipo” anche senza un vero significato, come intercalare in un discorso (sempre informale) o quando stiamo per fare una domanda a qualcuno. Per esempio, se chiedo a qualcuno di raccontarmi com’è andata la sua vacanza, questa persona potrebbe dirmi: Insomma, bene tipo… Anche se ho preso un virus e sono stato male tipo… Però almeno i miei figli si sono divertiti… Oppure, per fare una domanda a qualcuno: Ma tu, tipo, lo perdoneresti un tradimento?

 

Insomma, questo “tipo” è un vero prezzemolo! Ovviamente è importante ascoltare molto, perché non ci sono regole precise per capire dove si può usare e dove no. È tutta questione di abitudine e di esercizio!

 

Un po’ di pratica

Vediamo insieme un breve dialogo informale con la parola “tipo” usata nei suoi diversi significati.

– Hai visto l’ultimo film di Christian De Sica?
– Mmh, può darsi. Quello tipo di Natale?
– No, quello tipo thriller, o horror, non lo so. Non l’ho visto ma mi hanno detto che è tipo fighissimo.
– Ma di cosa parla?
– Praticamente parla di un tipo che vive da solo in una casa in campagna, e un giorno si sveglia e trova casa sua che è tipo completamente diversa, e non capisce come sia successo. Allora inizia tipo ad impazzire perché non riesce più a fare nulla e non sa dove sono le cose.
– Ma come fa ad essere horror? Da come lo descrivi mi sembra più tipo un thriller psicologico.
– Sì ecco, esatto. Che poi non è neanche un tipo di film che di solito guarderei. Però dalla trama mi ispira un sacco.

Come avete notato voi stessi, la parola “tipo” è davvero ovunque, e se non sapete usarla o riconoscerla rischiate di perdere il senso della frase. Provate a scrivere qui sotto nei commenti delle frasi con la parola “tipo”, e vediamo se avete imparato ad usarla correttamente!

Se poi volete saperne di più sulla parolina “proprio”, che è tipo un parente di “tipo”, correte a guardare il video che vi chiarirà ogni dubbio su questa parolina.

One thought to “La parola “TIPO” in italiano: Cosa Significa? Come si Usa? Tutti i Significati e Usi!”

  1. Secondo me l’intercalare “tipo” che si sente tanto negli ultimi tempi (punto 9) deriva dal doppiaggio di film, cartoni ecc. inglesi o americani al posto di “like”, che è esploso già da qualche anno appunto come tic verbale privo di reale significato, usato da teenager e poi anche adulti in discorsi per lo più di basso profilo/contenuto. Vedi sito Quora.

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