Storia della Dinastia di Casa Savoia: la Famiglia Reale italiana

In questo articolo parleremo di un momento molto importante per la storia d’Italia. Tutti sanno che oggi l’Italia è una repubblica, ma non è sempre stato così! Infatti, la Repubblica italiana è nata nel 1946, dopo un referendum popolare. Prima di questa data, l’Italia era una monarchia, cioè governata da un re, a quell’epoca Vittorio Emanuele II di Savoia. Quando l’Italia è diventata ufficialmente un Paese unito (il 17 marzo 1861), infatti, si chiamava Regno d’Italia. In questa lezione, parleremo proprio della famiglia reale italiana dei Savoia!

I SAVOIA – La storia della famiglia reale italiana

Origini della famiglia

Innanzitutto, da dove deriva il nome Savoia? Il nome viene dalla regione geografica della “Savoia”, che si trova nel sud della Francia. Tuttavia, sull’origine della famiglia non si hanno notizie certe né documenti, persi a causa di guerre e incendi, ma sembrerebbe che la dinastia sabauda (questo è l’aggettivo che si riferisce ai Savoia) affondi le sue radici proprio in quella zona francese.

Il capostipite della famiglia fu molto probabilmente Umberto I, che proprio nella regione francese della Savoia divenne conte, intorno all’anno 1000 d.C., pensate un po’!
Dopo questa figura non si sa molto. E quello che si sa è stato probabilmente inventato dalla famiglia stessa, per ricollegare la propria immagine a quella di personaggi molto importanti.

Circolavano, ad esempio, voci che Umberto I fosse nipote di Ottone II, imperatore del Sacro Romano Impero, perché i Savoia volevano far valere il proprio potere all’interno dell’impero di cui facevano parte, dimostrando di discendere da una dinastia imperiale. In ogni caso, Umberto ebbe due figli. Uno di questi, Oddone, sposò Adelaide di Susa, margravia di Torino. Fu proprio grazie a questo importante matrimonio che i Savoia ottennero i primi territori in Italia.

I Savoia in Italia

La famiglia reale italiana dei Savoia si trasferì solo nel XVI secolo, quando la sede centrale fu spostata da Chambery (in Savoia) a Torino: è stato il Duca Emanuele Filiberto a deciderlo. E così si apre la stagione moderna della casata, con Torino che diventa una metropoli europea e si abbellisce grazie alle opere di architetti urbanisti (Guarini, Juvarra).

Il potere della famiglia reale era, però, ancora abbastanza ristretto. Il salto di qualità avvenne durante la guerra di successione al trono di Spagna (1701), quando Vittorio Amedeo II cambiò segretamente alleanza, passando dal fronte franco-spagnolo a quello austriaco.

Questa mossa è stata un successo per lui, visto che poi lo stesso Re di Spagna, per riavvicinarlo, gli concesse il Regno di Sicilia. Questi non furono anni facili. I sovrani erano ovviamente lontani dalla Sicilia e in più non apprezzavano molto la cultura e le tradizioni dell’isola. E così i siciliani iniziarono a odiarli, fino a quando non scambiarono la Sicilia con un’altra isola italiana: la Sardegna.


Andando avanti con la storia, arriviamo al XIX secolo, quello dell’unità d’Italia. In effetti è stato anche grazie ai Savoia se il processo di unificazione dell’Italia è diventato realtà. Prima del 1861 l’Italia era suddivisa in piccoli Stati. Successivamente Giuseppe Garibaldi, con il sostegno di Vittorio Emanuele II, riuscì a creare la magia, ufficializzata il 17 marzo 1861.

La dinastia dei Savoia durò dal 1861 al 1946. Si susseguirono ben 4 sovrani: Vittorio Emanuele II (1861-1878), Umberto I (1878-1900), Vittorio Emanuele III (1900-1946) e Umberto II (maggio 1946-giugno 1946). In particolare, ricordiamo Vittorio Emanuele III, che ha governato l’Italia durante il periodo delle due guerre mondiali.

Dopo la sconfitta di Mussolini e del fascismo, il re Vittorio Emanuele III decise di abdicare in favore di suo figlio Umberto II, nel tentativo di salvare la monarchia, e partì in esilio.
Tuttavia poi un mese dopo, a giugno del 1946, ci fu il famoso referendum popolare. Agli italiani veniva chiesto se mantenere la monarchia o introdurre la repubblica. Fu in quell’occasione che il 54,27% degli italiani scelse la Repubblica, e Umberto II decise di andare volontariamente in esilio in Portogallo, per evitare una possibile guerra civile tra le due parti.

Fine della dinastia dei Savoia

Un articolo della Costituzione della nuova Repubblica impediva agli ex re di Casa Savoia, alle loro mogli e ai discendenti maschi della famiglia di entrare in Italia. Questo articolo rimase in vigore, cioè valido, fino al 2002, quindi fino a poco tempo fa.

Ad oggi, sappiamo che il figlio di Umberto II, Vittorio Emanuele, ha vissuto in Svizzera col figlio Emanuele Filiberto fino al 2002. In particolare, Emanuele Filiberto è ormai un personaggio molto popolare nella tv italiana: come dicevamo però, ha potuto fare ingresso nel Bel Paese solo dopo il 2002. Ufficialmente vive a Monte Carlo, nel principato di Monaco, ma è spesso in Italia. Per esempio, nel 2010 ha partecipato al Festival di Sanremo con una canzone intitolata Italia Amore Mio.

Inoltre suo padre, Vittorio Emanuele avrebbe anche chiesto allo Stato italiano un indennizzo, ovvero una somma di denaro (170 milioni di euro) come risarcimento per gli anni dell’esilio, considerato da lui ingiusto, e la restituzione di alcuni beni (tra cui castelli, ville e gioielli) che una volta erano di proprietà privata della famiglia Savoia, e che sono poi diventati dello Stato. Però a oggi entrambe le questioni non sono ancora state risolte.

Residenze principali dei Savoia

Le residenze principali della famiglia reale sono ovviamente concentrate tra Torino e dintorni. Tra il XVII e il XVIII secolo la famiglia Savoia fece costruire un complesso residenziale per simboleggiare il loro grande prestigio: ville e palazzi estremamente sfarzosi, a rappresentanza del loro potere.

Nel cuore di Torino c’era l’ “area di comando”, ovvero l’insieme dei palazzi dove si svolgeva la vita politica e privata dei sovrani. Il punto di partenza è certamente Piazza Castello. Da qui possiamo vedere il Palazzo Reale, centro del potere della famiglia sabauda per tre secoli. Bello e maestoso sia all’esterno che all’interno, per non parlare poi dei Giardini Reali!

A poca distanza, c’è Palazzo Madama. Questo fu usato come residenza reale di vacanza quando i Savoia venivano in visita a Torino mentre la sede del Regno dei Savoia era ancora Chambery. Poi, dopo il loro trasferimento e la costruzione del Palazzo Reale, fu usato come residenza per gli ospiti. In seguito è stato usato anche come sede dei Comandi Militari. C’è poi anche il Palazzo Carignano, sede del primo Parlamento italiano. E infine il Castello del Valentino, dallo stile tipicamente francese.

Poco fuori città, invece, i Savoia fecero restaurare alcune splendide residenze chiamate, nel complesso, “corona delle delizie”, dedicate allo svago e alle battute di caccia: si tratta di 14 strutture, patrimonio Unesco dal 1997. Fanno parte di queste il Castello di Rivoli e la Reggia di Venaria, ex residenza di caccia, da molti definita la “Versailles” sabauda, con i suoi monumentali giardini. Poco lontano c’è il Borgo Castello de La Mandria, zona che oggi ospita un grande parco naturale.

Non sono da meno la Palazzina di caccia di Stupinigi, progettata da Filippo Juvarra, che fu luogo di feste e sfarzi e residenza di Napoleone a inizio Ottocento, e il Castello di Moncalieri, una delle più antiche residenze, costruito per scopi difensivi e convertito a vita di corte dai Savoia.

Bene, questa era la storia dei Savoia in breve. Se siete appassionati della storia delle grandi famiglie italiane, vi consiglio di guardare anche il video dedicato alla storia della famiglia Medici. Non avevano sangue blu, ma hanno comunque segnato una parte importante della storia italiana!

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2 thoughts to “Storia della Dinastia di Casa Savoia: la Famiglia Reale italiana”

    1. Come tutte le dinastie, l’eredità del potere non sempre si accompagna all’eredità delle capacità. Ci sono stati sovrani capaci (in casa Savoia quantomeno Emanule Filiberto e Vittorio Amedeo II) e molti altri inetti, tanto per i Savoia quanto per le altre dinastie (Romanov, Asburgo, Borbone, Hohenzollern, etc etc)

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