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Metti alla Prova la Tua Comprensione della LETTURA in Italiano (A1 – C2)

    Riesci a leggere un libro in italiano? E soprattutto… fino a che livello riesci ad arrivare? In questo articolo lo scopri con un test di lettura completo, dal livello A1 al livello C2, costruito su frasi vere prese da sei capolavori della letteratura italiana: Pinocchio, Cuore, Il fu Mattia Pascal, I Malavoglia, La coscienza di Zeno e I promessi sposi. Alla fine saprai esattamente qual è il tuo livello di lettura, e conoscerai anche qualche segreto sui libri più famosi d’Italia.

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    Il Grande Test dei Classici Italiani da Pinocchio ai Promessi Sposi

    Le regole sono semplicissime. Per ogni livello troverai un brano di uno dei sei classici, seguito da due domande: una di grammatica e una di vocabolario. Un livello è “superato” se rispondi correttamente ad almeno una domanda su due. Il tuo livello di lettura è l’ultimo livello che riesci a superare. Se fai due su due… complimenti, livello superato a pieni voti! Mi raccomando: niente dizionario e niente traduttore, altrimenti il test non vale. Prima di iniziare, puoi anche dare un’occhiata alla nostra guida sui libri italiani da leggere.

    Livello A1 — “Le Avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi (1883)

    Cominciamo con il libro italiano più tradotto al mondo: Pinocchio! Piccola curiosità: “Collodi” non era il vero cognome dell’autore. Lui si chiamava Carlo Lorenzini, ma scelse come nome d’arte il nome del paese toscano della sua mamma: Collodi, appunto.

    Ecco l’inizio del libro, uno degli inizi più famosi di tutta la letteratura:

    «C’era una volta… — Un re! — diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno

    Un consiglio prima delle domande: al livello A1 non serve capire ogni parola! Per rispondere ti bastano quelle che conosci. Ah, e “diranno” è il verbo DIRE al futuro semplice: un tempo che si studia al livello A2, quindi niente panico.

    Domande del Livello A1

    • Grammatica: nel testo c’è “avete sbagliato”. Qual è l’infinito di questo verbo?
    • Vocabolario: che cos’è il “legno”?
      A) un animale del bosco
      B) il materiale degli alberi: serve per fare tavoli e sedie
      C) un tipo di pane

    Soluzioni del Livello A1

    L’infinito è SBAGLIARE. “Avete sbagliato” è un passato prossimo: verbo AVERE al presente + participio passato (sbagliato).
    E il legno è ovviamente la risposta B: il materiale degli alberi. Infatti Pinocchio è proprio un burattino fatto di legno.

    Livello A2 — “Cuore” di Edmondo De Amicis (1886)

    Saliamo di livello con Cuore, il diario di un bambino di Torino, Enrico, che racconta un anno di scuola. Questo libro ha fatto piangere intere generazioni di italiani: ancora oggi, quando una storia è molto commovente e sentimentale, diciamo che è “da libro Cuore”!

    «Oggi primo giorno di scuola. Passarono come un sogno quei tre mesi di vacanza in campagna! Mia madre mi condusse questa mattina alla Sezione Baretti a farmi inscrivere per la terza elementare: io pensavo alla campagna e andavo di mala voglia.»

    Prima delle domande, una nota importante: hai visto “passarono” e “condusse”? Sono al passato remoto, un tempo che troverai spessissimo nei libri. Per ora ti basta riconoscere che è un passato: “passarono” = “sono passati”, “condusse” = “ha accompagnato”. “Inscrivere” è semplicemente la forma antica di “iscrivere”.
    Ultima cosa: “andare di mala voglia” significa andare malvolentieri, senza voglia. Tieni a mente questa espressione: tra poco tornerà utile!

    Domande del Livello A2

    • Grammatica: nel testo c’è QUEI tre mesi”. Perché si dice “quei” e non “quelli” o “quegli”?
    • Vocabolario: che cos’è la “campagna”?
      A) il contrario della città: un posto con campi, alberi e animali
      B) un tipo di scuola
      C) una stagione dell’anno

    Soluzioni del Livello A2

    Il dimostrativo QUELLO, davanti a un nome, si comporta esattamente come l’articolo determinativo. Ecco lo schema:

    ArticoloForma di QUELLOEsempio
    ilquelquel libro
    loquelloquello studente
    l’ (maschile)quell’quell’amico
    la / l’ (femminile)quella / quell’quella casa / quell’amica
    iqueiquei mesi
    gliquegliquegli amici
    lequellequelle case

    Quindi: “mesi” vuole l’articolo “i”QUEI mesi! La campagna, invece, è la risposta A. Attenzione però: in italiano esiste anche la “campagna elettorale” o “pubblicitaria” — come l’inglese “campaign” —, ma qui Enrico parla proprio di prati, alberi e aria pulita.

    Livello B1 — “Il Fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello (1904)

    Ora si fa interessante! Luigi Pirandello, premio Nobel per la letteratura nel 1934, ci racconta la storia di Mattia Pascal, un uomo che… viene creduto morto da tutti! “Il fu”, infatti, è un’espressione burocratica che si usa per le persone defunte: “il fu Mattia Pascal” significa “il defunto Mattia Pascal”. E lui, invece di correggere l’errore, ne approfitta per cominciare una nuova vita con una nuova identità.

    «Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo

    Domande del Livello B1

    • Grammatica: “mi chiamavo Mattia Pascal”: che tipo di verbo è “chiamarsi”? E perché qui è all’imperfetto e non al passato prossimo?
    • Vocabolario: “approfittarsi di qualcosa” significa:
      A) dimenticare qualcosa
      B) trarre vantaggio da qualcosa
      C) avere paura di qualcosa

    Soluzioni del Livello B1

    “Chiamarsi” è un verbo riflessivo.Qui è all’imperfetto, “mi chiamavo”, perché non indica un’azione conclusa, ma uno stato che durava nel tempo. Per gli stati e le descrizioni nel passato si usa l’imperfetto; per le azioni concluse, il passato prossimo. Confronta:

    FraseTempoPerché
    “Da bambino abitavo a Roma”imperfettoStato / descrizione nel passato
    “Nel 2010 mi sono trasferito a Milano”passato prossimoAzione conclusa in un momento preciso

    “Approfittarsi”, risposta B, significa trarre vantaggio e si costruisce con la preposizione DI: “approfittarsi DI qualcosa”. È proprio per questo che nel testo trovi “me NE approfittavo”: quel piccolo NE sostituisce “di questo”… segnatelo, perché al livello C1 il NE tornerà da protagonista! Ultimo bonus per i più curiosi: “ch’io sapessi” è un congiuntivo imperfetto, e “ch’io” è l’elisione di “che io”.

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    Livello B2 — “I Malavoglia” di Giovanni Verga (1881)

    Voliamo in Sicilia con Giovanni Verga e il suo capolavoro del verismo: la storia di una famiglia di pescatori di Aci Trezza. Curiosità deliziosa: il vero cognome della famiglia è Toscano, ma tutti li chiamano “Malavoglia” — che letteralmente significherebbe “poca voglia di lavorare” — anche se in realtà sono dei grandissimi lavoratori! In Sicilia questo soprannome di famiglia, spesso ironico, si chiama “‘ngiuria”. E “mala voglia” ti ricorda qualcosa? Esatto: proprio come Enrico di Cuore, che andava a scuola “di mala voglia”.

    «Un tempo i Malavoglia erano stati numerosi come i sassi della strada vecchia di Trezza; ce n’erano persino ad Ognina, e ad Aci Castello, tutti buona e brava gente di mare, proprio all’opposto di quel che sembrava dal nomignolo, come dev’essere.»

    Domande del Livello B2

    • Grammatica: “proprio all’opposto di QUEL CHE sembrava dal nomignolo”. Che cosa significa “quel che”? E con quali altre espressioni possiamo sostituirlo?
    • Vocabolario: che cos’è un “nomignolo”?
      A) un soprannome
      B) un documento d’identità
      C) un piccolo insulto

    Soluzioni del Livello B2

    “Quel che” significa “quello che”, cioè “ciò che”, “la cosa che”. Si chiama pronome relativo doppio, perché unisce due elementi in una sola espressione: un dimostrativo (quello) + il relativo (che). Puoi consultare la guida completa sui pronomi relativi per approfondire. Nel testo: “all’opposto di quel che sembrava dal nomignolo” = “il contrario della cosa che il soprannome faceva pensare”. Altri esempi:

    • “Non capisco quello che dici.”
    • Ciò che conta è la salute.”

    E già che ci siamo, due bonus: “erano stati” è un trapassato prossimo, per un’azione anteriore a un altro momento del passato; e “ce n’erano” nasconde la combinazione CI + NE (“lì c’erano alcuni di loro”).

    Il “nomignolo”, risposta A, è un soprannome, spesso affettuoso o scherzoso: viene da “nome” più il suffisso “-ignolo”.

    Livello C1 — “La Coscienza di Zeno” di Italo Svevo (1923)

    Livello C1: entriamo nella mente di Zeno Cosini, l’uomo dell’“ultima sigaretta”. Zeno vuole smettere di fumare e scrive dappertutto la data della sua “ultima sigaretta”… peccato che di “ultime sigarette” ne fumi centinaia. Praticamente il nostro “da lunedì mi metto a dieta”. Curiosità incredibile: Italo Svevo è uno pseudonimo — il vero nome era Ettore Schmitz — e il suo insegnante privato d’inglese a Trieste era… James Joyce! Sì, proprio l’autore dell’Ulisse: i due diventarono amici e Joyce aiutò a far conoscere il romanzo in Europa.

    «Vedere la mia infanzia? Più di dieci lustri me ne separano e i miei occhi presbiti forse potrebbero arrivarci se la luce che ancora ne riverbera non fosse tagliata da ostacoli d’ogni genere, vere alte montagne: i miei anni e qualche mia ora.»

    Domande del Livello C1

    • Grammatica: nel brano ci sono due particelle NE: “me NE separano” e “la luce che ancora NE riverbera”. Che cosa sostituiscono?
    • Vocabolario: quanti anni sono “dieci lustri”?

    Soluzioni del Livello C1

    Tutte e due le particelle NE sostituiscono la stessa cosa: la mia infanzia! “Più di dieci lustri me NE separano” = “mi separano DA essa (separare DA qualcosa); “la luce che ancora NE riverbera” = “la luce che ancora riverbera DA essa. Ti ricordi il piccolo NE di Pirandello, “me ne approfittavo”, che sostituiva “DI + qualcosa”? Ecco il salto di qualità: il NE può sostituire anche i complementi con DA. E non è finita: anche “arrivarCI si riferisce all’infanzia (“arrivare A essa”). Tutta la frase ruota intorno a una parola che Svevo nomina una sola volta, all’inizio. Per approfondire, puoi consultare la guida sulle particelle CI e NE.

    Bonus per il ripasso: “potrebbero arrivarci SE la luce non FOSSE tagliata” è un periodo ipotetico di secondo tipo — SE + congiuntivo imperfetto (qui in forma passiva!) + condizionale presente.

    E i “dieci lustri”? Un lustro = 5 anni, quindi dieci lustri = 50 anni! La parola viene dall’antica Roma: il lustrum era una cerimonia di purificazione che si celebrava ogni cinque anni. Ultimo bonus: “presbiti” — gli occhi presbiti sono quelli che vedono male da vicino.

    Livello C2 — “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni (1840)

    Ed eccoci al gran finale: IL romanzo italiano per eccellenza, quello che tutti gli studenti italiani hanno studiato a scuola — chi con amore, chi con qualche piccolo trauma. L’inizio dei Promessi sposi è una delle frasi più famose (e più lunghe!) della nostra letteratura. Puoi anche leggere il riassunto completo dei Promessi Sposi se vuoi conoscere la trama. Curiosità: per scrivere la versione definitiva, Manzoni andò a Firenze a “risciacquare i panni in Arno”, cioè a rivedere tutta la lingua del romanzo sul modello del fiorentino. Un libro che ha letteralmente contribuito a creare l’italiano moderno.

    Fai un bel respiro, perché quella che leggerai è solo la PRIMA PARTE di un unico, lunghissimo periodo.

    «Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte…»

    Domande del Livello C2

    • Grammatica: VIENA RISTRINGERSI, e A PRENDER corso”. Che valore ha la costruzione “venire a + infinito”? E perché Manzoni scrive “vien” e “prender”, senza la vocale finale?
    • Vocabolario: “che volge a mezzogiorno”: che cosa significa qui “mezzogiorno”? (Attenzione: è una trappola!)

    Soluzioni del Livello C2

    “Venire a + infinito” indica un processo graduale, un “arrivare poco a poco a”: il lago, lentamente, arriva a restringersi fino a prendere la forma di un fiume. “Vien” e “prender” sono invece esempi di troncamento (o apocope): la caduta della vocale finale, tipica dello stile letterario. Pensa anche a “amor”, “cuor”, “ciel”.

    E “mezzogiorno”? No, il lago non guarda l’orologio alle 12:00! Qui “mezzogiorno” significa SUD. Nei testi letterari e geografici i punti cardinali si dicono così:

    Punto cardinaleNome letterarioAlternativa
    Nordsettentrione
    Sudmezzogiornomeridione
    Estorientelevante
    Ovestoccidenteponente

    Non a caso, il Sud Italia si chiama anche “il Mezzogiorno”.

    Riepilogo dei Sei Livelli e dei Sei Capolavori

    Ecco un riepilogo dei sei brani, con l’autore, l’anno e le parole chiave incontrate. Per approfondire ulteriormente, puoi consultare la guida sui classici della letteratura italiana.

    LivelloLibro (Autore, Anno)Parole chiave
    A1Le avventure di Pinocchio (C. Collodi, 1883)legno, sbagliare
    A2Cuore (E. De Amicis, 1886)quei, campagna, di mala voglia
    B1Il fu Mattia Pascal (L. Pirandello, 1904)chiamarsi, approfittarsi (di)
    B2I Malavoglia (G. Verga, 1881)quel che, nomignolo, ‘ngiuria
    C1La coscienza di Zeno (I. Svevo, 1923)NE (DA), lustro, presbite
    C2I promessi sposi (A. Manzoni, 1840)volgere, mezzogiorno, troncamento

    Come Calcolare il Tuo Livello

    Ricorda la regola: un livello è superato se hai risposto bene ad almeno una domanda su due. Il tuo livello di lettura è l’ultimo livello che sei riuscito a superare. Ecco una tabella per aiutarti:

    Ultimo livello superatoIl tuo livello di lettura
    A1Principiante
    A2Elementare
    B1Intermedio
    B2Intermedio superiore
    C1Avanzato
    C2Padronanza (livello madrelingua!)

    E se non hai superato il C2, nessun dramma: anche molti italiani madrelingua non ricordano più che cosa significa “volge a mezzogiorno”.

    Domande Frequenti

    Che Differenza C’È tra Passato Prossimo, Imperfetto e Passato Remoto?

    Sono i tre principali tempi del passato in italiano. Il passato prossimo (“sono andato”, “ho mangiato”) indica azioni concluse in un passato più o meno recente, ed è il più usato nella lingua parlata. L’imperfetto (“andavo”, “mangiavo”) descrive stati, abitudini o azioni in corso nel passato, senza indicarne l’inizio o la fine: “Da bambino giocavo sempre in giardino”. Il passato remoto (“andai”, “mangiai”), invece, è tipico della lingua letteraria e del sud Italia, e indica azioni concluse in un passato lontano e psicologicamente distante: “Dante morì nel 1321″.

    Perché la Letteratura Italiana è Così Difficile da Leggere?

    La letteratura italiana classica (Manzoni, Verga, Pirandello, Svevo…) può risultare difficile per tre motivi principali. Primo, l’uso frequente del passato remoto, un tempo poco comune nell’italiano parlato del nord Italia. Secondo, la presenza di parole antiche o letterarie (come “mezzogiorno” per “sud”, o “nomignolo” per “soprannome”) che non si sentono più nel linguaggio quotidiano. Terzo, la costruzione di periodi molto lunghi, con subordinate multiple, tipica soprattutto dell’Ottocento. Non scoraggiarti: leggere i classici è come fare pesi per il cervello linguistico!

    Che Cos’È il Verismo di Verga?

    Il verismo è un movimento letterario italiano della seconda metà dell’Ottocento, ispirato al naturalismo francese di Zola. I veristi, tra cui il siciliano Giovanni Verga, volevano rappresentare la realtà in modo oggettivo e impersonale, senza giudizi morali, dando voce soprattutto alle classi umili: contadini, pescatori, lavoratori. Il verismo racconta il Sud Italia con crudezza e realismo, spesso in una lingua contaminata dai dialetti locali. I Malavoglia (1881) è il capolavoro del movimento.

    Perché “I Promessi Sposi” è Considerato Così Importante?

    Perché Alessandro Manzoni, con la stesura definitiva del romanzo (1840-1842), ha di fatto contribuito a creare l’italiano moderno. Nell’Ottocento l’Italia non era ancora unita e non esisteva una vera “lingua italiana” comune: si parlavano soprattutto i dialetti. Manzoni decise di riscrivere il suo romanzo utilizzando come modello il fiorentino colto contemporaneo, andando fisicamente a Firenze a “risciacquare i panni in Arno”. La sua scelta linguistica diventò il punto di riferimento per la lingua letteraria e, indirettamente, per l’italiano scolastico e ufficiale post-unitario.

    Cosa Sono le Particelle CI e NE?

    CI e NE sono due piccole particelle pronominali fondamentali in italiano. CI sostituisce complementi di luogo (“Vado a Roma”Ci vado”) o complementi introdotti dalle preposizioni A e CON (“penso a te”ci penso”). NE sostituisce quantità (“Bevo due caffè”Ne bevo due”) o complementi introdotti dalle preposizioni DI e DA (“parlo di questo”ne parlo”). Come hai visto nel brano di Svevo, un uso avanzato di NE può segnare il passaggio dal livello intermedio a quello avanzato!

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    4 commenti su “Metti alla Prova la Tua Comprensione della LETTURA in Italiano (A1 – C2)”

    1. There are so many first class native Italian teachers on U tube, but I have to say, as a teacher of French and Spanish for 50 years, you are a brilliant teacher of Italian: clear, patient, thorough, and totally committed to what you are doing for learners of your wonderful language.
      I’m 74 and about to visit Tuscany and have been working on my Italian which I first studied in a very demanding course for beginners to A level standard in 9 months in 1970 whilst at University and doing a French and Spanish degree. Thanks to your incredible teaching and that of others like you, I believe I have reached C1 level.
      You are an amazingly knowledgeable and interesting teacher- a true professional.
      Thanks sincerely, Graziana, for all that you are doing to inspire students to learn Italian.

    2. Un video eccellente e molto utile. Mille grazie, Graziana. Ora ho quattro nuovi libri da leggere.

      Cerco di leggere ogni giorno per ampliare il mio vocabolario ma é difficile trovare libri che siano stimolanti ma che non mi sommergano in un mare di parole nuove di scarso utilizzo quotidiano.

      Ancora grazie.

      Auguri,

      Jerry

    3. È molto interessante, tutti gli esercizi sono utili – per gli studenti e per gli insegnanti. Spero che ce ne siano ancora di più!

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