8 Curiosità sulla Lingua Italiana che (forse) non sai!

In questo articolo vi svelerò alcune curiosità sulla lingua italiana! Innanzitutto, è bene sapere che nel mondo non siamo in molti a parlare italiano: “solo” 63 milioni! Eppure, nonostante sia in 21esima posizione tra le lingue più parlate al mondo, per questioni culturali, è ancora una delle più importanti! Siete sicuri di conoscere tutto sulla lingua di Dante?

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8 Cose interessanti sulla Lingua Italiana che non sapevi 

Cominciamo subito!

1 – La lingua italiana deriva davvero dal latino?

Quante ore passate a studiare latino a scuola… rosa rosae rosae rosam rosa rosa… chi se le dimentica!

Tuttavia, l’italiano non deriva dal latino classico che si studia a scuola, ma da quello volgare (quello parlato da soldati, contadini e abitanti delle province romane) e le sue varie contaminazioni con le lingue degli “invasori”: Longobardi, Goti e Franchi.

 

2 – Quanti dialetti si parlano in Italia?

Dovete sapere che in Italia si parlano così tanti dialetti che secondo l’Enciclopedia Treccani è persino difficile contarli.

Per comodità gli studiosi dividono l’Italia in tre grandi aree dialettali:

1) la linea La Spezia-Rimini separa quella nord da quella centrale;

2) la linea Roma-Ancona separa quella centrale da quella meridionale.

Attualmente, i dialetti più importanti sono: il napoletano con 5.7 milioni di parlanti, il siciliano (4.7 milioni), il veneto (3.8 milioni), il lombardo (3.6 milioni) e il piemontese (1.6 milioni).

 

3 – Gli italiani sono analfabeti?

Alla fondazione del Regno d’Italia, nel 1861, l’80% degli italiani era analfabeta e solo l’0,89% della popolazione aveva un’istruzione superiore alla scuola elementare.

Esattamente cento anni dopo, nel 1961, gli analfabeti erano meno del 9%. E nel 1971, la cifra si era ridotta a poco più del 5% della popolazione italiana. Oggi, la percentuale si aggira attorno al 2%, ma gli analfabeti funzionali, cioè coloro i quali sanno leggere e scrivere pur avendo difficoltà a capire testi semplici, ammontano al 28% della popolazione!

 

4 – Quanto è difficile imparare l’italiano (per uno straniero)?

Secondo la BBC, “In italiano si legge come si scrive […]. La pronuncia è chiara […]. Il vocabolario è simile ad altre lingue di origine latina. […] Anche se alcuni aspetti della lingua possono sembrare difficili all’inizio, basta afferrare alcune semplici regole per essere in grado di comunicare in una varietà di situazioni”.

Quindi, se state imparando l’italiano, non mollate! Non è così impossibile!

 

5 – Qual è il più antico documento che presenta tracce dell’italiano?

È un atto notarile: il Placito Capuano del 960 d.C. Si tratta del resoconto di un processo per stabilire la proprietà di un terreno vicino al monastero di Capua.

 

6 – Se in passato l’Italia era divisa e la gente parlava tanti dialetti, come si è giunti all’italiano standard come unica lingua ufficiale dello Stato?

Secondo il linguista Tullio De Mauro, a contribuire all’unificazione linguistica dalla fondazione del Regno d’Italia in avanti non è stata solo la scuola, ma anche altri fattori: la stampa, l’emigrazione, la burocrazia, l’esercito col servizio militare obbligatorio e la guerra che obbligava i soldati al fronte, provenienti da tutta Italia, a parlare italiano per capirsi! Poi sono arrivate la radio e la tv che hanno contribuito in maniera più che significativa all’unità linguistica.

 

7 – Qual è l’unica parola italiana con due Q?

È soqquadro, che indica una situazione di completo disordine e scompiglio!

A proposito, avete già fatto il video-test sulle doppie che ho pubblicato il mese scorso? Finora quasi nessuno è riuscito a superarlo con il massimo punteggio!

 

8 – Sapete cos’è l’italiano neostandard?

Innanzitutto, bisogna sapere che l’italiano che impariamo noi oggi a scuola e sui libri di grammatica è considerato l’Italiano standard, ma, sicuramente, è molto più diffuso quello che da molti linguisti è stato definito neostandard, vale a dire una varietà di italiano con alcune differenze importanti rispetto alla versione standard.

Per esempio, nell’italiano neostandard, il periodo ipotetico dell’irrealtà si forma spesso con due imperfetti indicativi: “Se venivi prima, trovavi ancora posto”.

Se volete conosce le altre differenze tra italiano standard e neostandard, non perdetevi il nostro video intitolato “le cose che i libri di grammatica non vi insegnano.

Se avete difficoltà con il periodo ipotetico e volete imparare come usarlo nell’italiano standard, abbiamo fatto un video esclusivamente dedicato a tutti i tipi di periodo ipotetico!

Spero che questo video vi sia piaciuto! Ora, se vi va, scrivetemi nei commenti, altre curiosità sull’italiano o su altre lingue!

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